Emergenza criminalità: al Piano Napoli c’è aria di faida

Pasquale Malvone,  

Emergenza criminalità: al Piano Napoli c’è aria di faida

Cresce la tensione nel Piano Napoli: auto bruciate e colpi di pistola esplosi in aria nel bel mezzo della notte. A preoccupare, è il quartiere di via Settetermini che sembra sia precipitato in un abisso di terrore e anarchia. Il silenzio del quartiere non facilita il lavoro delle forze dell’ordine che, in ogni caso, non hanno mai abbassato l’attenzione. Gli ultimi episodi risalgono alla scorsa settimana ma è dalla fine della quarantena da Coronavirus che l’escalation di violenza è in costante aumento. In totale sono 3 le autovetture date alle fiamme. Dalle prime risultanze investigative, non si tratterebbe solo di intimidazioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti, il cui giro d’affari è calato drasticamente in virtù degli arresti eccellenti eseguiti dai carabinieri negli ultimi anni. Una parola fuori posto, uno sgarro per futili motivi, uno sguardo alla persona sbagliata: basta poco per accendere la miccia. Ciò che terrorizza – e indigna – è il diffuso impiego delle armi soprattutto tra i giovani pronti a tutto per affermarsi nel panorama criminale locale sempre più frammentato in piccole gang che agiscono alla stregua di palline impazzite di un flipper.

Da queste parti si impugnano le pistole e si spara all’impazzata. In sella agli scooter, si sfreccia tra le stradine e i vicoli che si intrecciano in un labirinto senza via d’uscita. La “stesa” è una delle strategie dei giovani criminali emergenti per segnare il territorio, seminare il terrore tra la gente del quartiere e far sapere chi comanda. Erano anni ormai che nel Piano Napoli non si assisteva ad episodi di questo genere. Anni segnati da una calma apparente, dopo le operazioni delle forze dell’ordine che hanno decimato i principali clan. Si tratta di episodi gravissimi e rappresentano senza ombra di dubbio un campanello d’allarme per un quartiere che da decenni non ha mai chiuso con la droga. Spetterà alle forze dell’ordine scavare a fondo e fare luce su quello che sta accadendo nell’ultimo periodo dove il binomio criminalità, crisi sociale ed economica compongono un mix esplosivo. «Qui comandiamo noi» è questo il messaggio di sfida lanciato ai residenti e alle istituzioni dalle nuove leve.

Come nel caso della “casetta dell’acqua”, nei pressi della sede della Sma Campania, la società regionale che si occupa delle prevenzione e contrasto degli incendi e del risanamento ambientale. Le telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso posizionate sul distributore sono state letteralmente sradicate il giorno dopo l’inaugurazione.

Il Piano Napoli, inutile nasconderlo, è un quartiere a sé. Costruito subito dopo il terremoto del 1980, ospita intere famiglie della periferia di Napoli che si erano trovate senza un tetto sulla testa. Trapiantate dall’oggi al domani con la promessa che si sarebbe trattato di una sistemazione temporanea. Sono passati quasi quaranta anni ma le diseguaglianze sociali dell’epoca non sono mai state ridotte. E i risultati sono evidenti.