Stupro a Torre Annunziata, la vittima incastra i maggiorenni del branco

Giovanna Salvati,  

Stupro a Torre Annunziata, la vittima incastra i maggiorenni del branco
Il Quadrilatero delle Carceri

Torre Annunziata. Sono due gli altri maggiorenni che hanno partecipato allo stupro all’interno del garage nel Quadrilatero delle Carceri. È questo l’ultimo elemento che spunta fuori dall’inchiesta dei carabinieri di Torre Annunziata coordinata della procura dei minori di Napoli e di Torre Annunziati.

Il terzo stupro

Due diciottenni che avrebbero stuprato la giovane 14enne per la terza volta. A incastrare i restanti componenti del branco la testimonianza della baby vittima che – superato lo shock della brutale violenza subita dal gruppo di carnefici aiutati dal «fidanzatino» della quattordicenne – li avrebbe identificati grazie a due tatuaggi che le belve hanno mostrato durante la violenza. Salgono così a sei le belve che hanno organizzato un film dell’orrore andato in scena addirittura tre volte, con la vittima costretta a subire le violenze del branco senza avere possibilità di salvezza. Un caso assurdo ricco di retroscena agghiaccianti che continuano a emergere e a lasciare l’amaro in bocca. Secondo le ultime ricostruzioni il branco – attualmente identificato, ma non in stato di fermo – avrebbe agito per ben tre volte. L’ultima sarebbe stata quella più violenta perché la ragazza non solo é stata stuprata, ma anche perché ha provato a reagire e liberarsi. Senza scampo, anzi. Con ulteriore dolore.

La trappola

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, la ragazzina sarebbe finita in una trappola infernale tesa dal fidanzatino, un 14enne figlio di un noto pregiudicato del clan dei Gionta. La violenza si sarebbe consumata all’interno della casa della sorella del fidanzatino. Per ben due volte la vittima è stata costretta a subire la violenza perché minacciata: «Se non vieni diffondo la tua foto nuda sui social». Questa la minaccia avanzata alla ragazzina costretta così a subire la violenza. Episodi che sono andati in scena per ben tre volte. L’ultima quella più agghiacciante: invitata nel garage non avrebbe trovato solo il fidanzatino ma anche altre due persone che non conosceva. Entrambi maggiorenni. La ragazzina li avrebbe riconosciuti grazie ad un tatuaggio che i due avevano sulla spalla e nelle parti intime, interno coscia. Ed è su questo elemento che i carabinieri si stanno concentrando, l’obiettivo è identificare gli altri due e far scattare il fermo. Per ora nel registro degli indagati ci sono quattro persone: il fidanzato della vittima, altri tre minorenni e un 18enne. A questi si aggiungerebbero gli altri due diciottenni che hanno le ore contate. I componenti del branco già rintracciati e indagati rischiano di pagare a caro prezzo le torture sessuali andate in scena all’interno del Quadrilatero delle Carceri. La pena prevista per la violenza sessuale aggravata varia da 6 anni a 12 anni, il massimo per la barbarie organizzata dalle belve contro una ragazzina di soli 14 anni tradita dal suo baby-fidanzatao.

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