Alberto Dortucci

Crisi rifiuti a Torre del Greco, la guerra tra bande politiche di «tifosi» e «nemici» della Buttol

Alberto Dortucci,  

Crisi rifiuti a Torre del Greco, la guerra tra bande politiche di «tifosi» e «nemici» della Buttol
La chiesa sommersa dai rifiuti

Torre del Greco. Dietro la crisi rifiuti all’ombra del Vesuvio c’è una vera e propria guerra tra bande, i cui protagonisti sono tutti seduti tra gli scranni della maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Palomba. Il sospetto di una forte contrapposizione politica tra «tifosi» e «nemici» della ditta Buttol – il colosso ambientale chiamato a marzo del 2019 a prendere il posto del consorzio Gema e poi vincitore della gara d’appalto da 50 milioni di euro – si è trasformato in desolante certezza in un’afosa giornata d’agosto, destinata a finire sotto la lente d’ingrandimento degli spettatori «interessati» alle evoluzioni dell’emergenza rifiuti a Torre del Greco. Perché, in meno di tre ore, prima l’assessore all’ambiente Raffaele Arvonio – espressione della pasionaria Carmela Pomposo e di Simone Gramegna, entrambi riferimenti dell’ex consigliere comunale Salvatore Antifono – ha invitato i vertici del settore Nu del Comune a valutare l’ipotesi di rescissione del contratto con la ditta Buttol e poi il sindaco ha consigliato all’esponente del suo esecutivo di «fare le valigie e tornare a Cicciano».

Lo strappo definitivo

D’altronde, i primi a parlare di guerra tra bande a palazzo Baronale erano stati l’ex avvocato capo Antonioluigi Iacomino e l’ex presidente del consiglio comunale Felice Gaglione. Era metà novembre del 2019, l’epoca del braccio di ferro sulla transazione d’oro con il consorzio Gema: davanti al braccio di ferro tra favorevoli e contrari, il dirigente del settore affari legali preferì rinunciare a una poltrona da 100.000 euro l’anno e salutare la carovana del buongoverno. Imitato a 24 ore di distanza dall’ex delfino di Donato Capone, scappato dal Comune «perché non voglio passare un guaio». A distanza di 10 mesi, lo scenario non sembra essere migliorato. Anzi. All’indomani del sequestro dell’area di viale Sardegna utilizzata per il trasbordo dei rifiuti – indagati i vertici della ditta Buttol, il generale dei carabinieri Franco Mottola e il direttore generale Luca Di Monte – la situazione si è ulteriormente incancrenita. I cumuli di spazzatura lungo le strade – figli della battaglia per il trasbordo – si sono moltiplicati, fino a invadere le strade. Di qui, la decisione dell’assessore all’ambiente – evidentemente «sollecitato» dai suoi riferimenti – di scrivere ai responsabili del settore Nu del Comune per valutare l’ipotesi di rescissione del contratto e richiesta di risarcimento danni alla ditta Buttol. Il tutto, senza neanche avvisare il sindaco. La cui risposta non si è fatta aspettare: «Chi non condivide la linea dell’amministrazione comunale si può dimettere – la replica del primo cittadino -. Non consentirò a nessuno di fare campagna elettorale sulla questione rifiuti». Ma l’assessore Raffaele Arvonio, al momento, resta al suo posto.

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