Trasbordo dei rifiuti e veleni a Torre del Greco: un’altra diffida alla ditta indagata

Alberto Dortucci,  

Trasbordo dei rifiuti e veleni a Torre del Greco: un’altra diffida alla ditta indagata
Sacco tra Di Monte e Palomba

Torre del Greco. Una diffida di sole 9 righe. Utilizzate dalla dirigente comunale Claudia Sacco per sottolineare ai vertici della ditta Buttol – già finita sotto inchiesta per lo scandalo dell’ex ecopunto di viale Sardegna – le «condotte scorrette» segnalate durante le operazioni di trasbordo dei rifiuti e per richiamare il colosso della Nu a rispettare gli obblighi e le precauzioni necessarie «a garantire, senza alcuna deroga, la perfetta salubrità ambientale». Una diffida di sole 9 righe, girata per opportuna conoscenza alla procura di Torre Annunziata e al nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Napoli. L’ennesimo capitolo della saga infinita legata alla «monnezza connection» all’ombra del Vesuvio, destinato a scatenare nuovi veleni e proteste a palazzo Baronale e non solo.

La prima diffida

D’altronde, la prima diffida inviata da Claudia Sacco – accusata in varie occasioni di essere eccessivamente «morbida» con i responsabili del servizio di igiene urbana in città – al colosso ambientale con sede legale a Sarno era scattata praticamente in concidenza con lo scoppio della bufera giudiziaria relativa al trasbordo dei rifiuti effettuato presso l’ex ecopunto di viale Sardegna. Il tempo di leggere le «contestazioni» arrivate dal secondo piano del complesso La Salle e i nomi del generale dei carabinieri Franco Mottola – legale rappresentante della ditta Buttol – e del direttore generale Luca Di Monte, fratello dell’ex pm dell’antimafia di Napoli, erano stati iscritti nel registro degli indagati per il caso-trasbordo: l’area comunale utilizzata per il «passaggio dei sacchetti»  venne sequestrata e cominciò la caccia a nuovi siti in cui effettuare le operazioni di travaso.

Le proteste della gente

Operazioni capaci di scatenare vere e proprie rivolte popolari, prima in viale Europa e poi in via Leopardi. Proteste accompagna da – evidentemente fondati – dossier fotografici capaci di convincere Claudia Sacco a scrivere nuovamente ai vertici della ditta Buttol: «Attese le segnalazioni relative a condotte poco corrette tenute dai vostri dipendenti durante le attività di trasbordo – si legge nella missiva – si ribadisce per l’ennesima volta che la società Buttol è onerata e obbligata a porre in essere ogni utile accorgimento tecnico e precauzione per garantire, senza alcuna deroga, la perfetta salubrità ambientale, la pulizia e disinfezione continua e le prescrizioni in materia per le operazioni di trasbordo e di sosta tecnica». Solo 9 righe, appunto. Ma pesanti come macigni, alla luce del polverone sollevato sulla vicenda. «L’attività di trasbordo – la replica del colosso ambientale – viene effettuata in tutti i Comuni ma solo a Torre del Greco risulta straordinariamente dannosa agli occhi dell’opinione pubblica, per ragioni che si faticano a individuare». E mentre i vertici dell’azienda Nu si sforzano di «capire» l’aria sotto al Vesuvio resta irrespirabile.

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