La denuncia di una prof di Ottaviano in pensione: «Per anni ho denunciato vessazioni a scuola, ma mai nessuno è intervenuto»

Redazione,  

La denuncia di una prof di Ottaviano in pensione: «Per anni ho denunciato vessazioni a scuola, ma mai nessuno è intervenuto»
15-09-15 Bologna Primo giorno di scuola alle Federzoni con il sindaco Merola e il preside Domenico altamura foto eikon

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una professoressa in pensione che denuncia lo stato di immobilismo degli uffici regionali a seguito delle sue denunce su presunti casi di vessazioni professionali subite.

 

“La sottoscritta L.G., docente in quiescenza dal 01/09/2020, in servizio precedentemente presso l’Istituto  di Ottaviano, ha visto e constatato l’inesorabile silenzio del Direttore generale Dott. Luisa Franzese in merito alle richieste inviate a mezzo PEC di intervento di visite ispettive a cui non è mai seguito alcun provvedimento. Sono mesi che attendo un riscontro, un intervento da parte del Direttore Generale che appare sordo a qualsiasi sollecitazione. Nonostante la stessa sia in quiescenza, ha chiesto in diverse occasioni di favorire l’intervento di visita ispettiva per tutelare e difendere la propria dignità morale e professionale gravemente lesa dai comportamenti vessatori, connotati da numerosi elementi di illegalità perpetrati a suo danno dal Dirigente Scolastico. E’ stata oggetto di una sanzione disciplinare per aver messo un piede su una sedia, al fine di tutelare l’incolumità degli allievi, fotografando una macchia di umido sul soffitto con l’intento di mostrarla al responsabile della sicurezza dell’Istituto. Tanto è bastato per vedersi inflitta una sanzione del tutto errata per il contenuto, per i termini e la tipologia per la quale è dovuta ricorrere in giudizio, impugnando la stessa innanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Nola. Senza tema di smentita la scrivente rimane incredula di fronte all’inerzia degli Uffici, trattandosi di situazioni, fatti ed accadimenti che non riguardano solo la sua persona ma che involgono interessi pubblici in quanto coinvolgono l’intera comunità scolastica, alunni compresi. Cosa impedisce o cosa ha impedito l’amministrazione nel non dare vita ad un intervento ispettivo? La scrivente ha già diverse volte formulato richieste che forse non sono state ritenute meritevoli di tutela? Ebbene no, le richieste contengono elementi che involgono sì situazioni personali ma anche e soprattutto si rinvengono esigenze di ripristinare condizioni di ragionevolezza, correttezza e trasparenza dell’azione amministrativa cosa mai accaduta fino ad ora. L’essere in quiescenza da pochi mesi non distoglie il dolore e le umiliazioni vissute, non fa dimenticare gli abusi subiti, né é pensabile permettere che il modus operandi del Dirigente con cui è solito svolgere il suo ruolo possano perpetrarsi a danno di altri che magari non hanno il coraggio e la forza per combattere. Questi sono fatti accaduti in una scuola e il Direttore Generale la rappresenta. Perché non ascoltare il grido di aiuto che da mesi viene rivolto? Proprio per la mancanza di attenzione da parte delle autorità competenti intendo rendere pubblico ciò che la sottoscritta ha subito, ciò che altri docenti e alunni subiscono. Le numerose richieste di visite ispettive sono determinate dalla necessità di far luce sulle anomale disposizioni del Dirigente, bisogna esaminare i documenti, vedere i volti, incardinare le situazioni che hanno creato sconcerto e incredulità in tutta la comunità scolastica, attraverso atti, imposizioni alcune mai deliberate nei Collegi dei Docenti da parte del Dirigente. Così non si dirige una scuola dello Stato italiano, la scuola è pubblica e va condiviso tutto, va resa trasparente ogni azione, ogni attività intrapresa nella gestione della stessa. Questo è il mio grido di dolore, la mancanza di riscontro da parte di chi avrebbe dovuto tutelare, quanto meno ascoltare e verificare gli avvenimenti che sono accaduti all’Istituto di Ottaviano. L’inerzia degli uffici non è scusabile, di fronte a situazioni così gravi”.

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