Tempi biblici per il centro vaccinale a Striano, Del Giudice attacca l’Asl Napoli 3 sud: «Ci prendono in giro, mentre qui la gente muore»

Andrea Ripa,  

Tempi biblici per il centro vaccinale a Striano, Del Giudice attacca l’Asl Napoli 3 sud: «Ci prendono in giro, mentre qui la gente muore»

Striano è sotto shock: il Covid uccide una mamma di 34 anni

Attende da due settimane una risposta dall’Asl. Si sente preso in giro, mentre tristemente è costretto a fare il conto delle vittime per il Covid nella sua città. A Striano ieri è toccato a una mamma di 34 anni, con due bimbi piccoli, arrendersi a un maledetto virus che da oltre un anno ha stravolto le nostre vite. Antonio Del Giudice, sindaco di quella piccola comunità di 8000 anime che ha pagato un prezzo altissimo in questa pandemia, aspetta da quindici giorni il “via libera” per attrezzare il centro per effettuare i vaccini in città. La richiesta di aprire una struttura per le somministrazioni delle dosi anti-Covid sul territorio comunale di Striano risale a diverso tempo fa, la palestra della scuola di piazza D’Anna necessiterebbe solo di alcuni interventi rapidi. Due settimane fa il sopralluogo da parte dei funzionari. Ma senza il via libera da parte dell’Asl, i lavori non possono partire. Un inspiegabile silenzio capace di alimentare le tensioni di chi è in trincea contro il Covid. «L’Asl prende in giro me, la comunità di Striano e tutti quelli che sono in grave difficoltà per via del Covid. Non sono impiegati delle Poste, siamo in emergenza. Non si possono attendere venti giorni per avere un parere», è l’affondo durissimo con cui il sindaco strianese attacca i vertici dell’azienda sanitaria. «Dalla direzione generale, a quella sanitaria, fino ai responsabili del distretto 52. Qui c’è gente che muore. Io ho tutto pronto, una ditta che può allestire in tempi rapidi la palestra indicata, i medici di base che stanno facendo i salti mortali per fronteggiare l’emergenza. E l’Asl che fa? Ci ignora, prende e perde tempo». Nel mirino di Del Giudice sono finiti Gaetano D’Onofrio, Gennaro Sosto e Francesco Lettiero: i vertici aziendali da lui citati. «Mi farò sentire in tutte le sedi, non possiamo più attendere. Non possiamo più vedere che la gente s’ammali, senza che nessuno si faccia vivo. Chiederò ai medici di non recarsi più nel centro vaccini di Poggiomarino». Del Giudice aveva dato come ultimatum all’Asl la data del primo maggio per avere una risposta. Questa mattina, all’ennesima sollecitazione, una nuova presa in giro. «Mi hanno risposto, “ne parliamo lunedì”. Ma noi siamo in guerra contro il virus, loro fanno festa».

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