Scempio e rabbia a Castellammare: nichel nell’Acqua della Madonna

Tiziano Valle,  

Scempio e rabbia a Castellammare: nichel nell’Acqua della Madonna

Uno scarico abusivo nella sorgente dell’Acqua della Madonna. Uno scempio che farebbe schizzare i valori del nichel oltre il limite massimo consentito, diventando un pericolo per la salute pubblica. E’ il sospetto dei tecnici di Comune, Arpac e Asl Napoli 3 Sud, che hanno eseguito nuove analisi sulla fonte più nota di Castellammare di Stabia, al termine dei lavori di manutenzione degli impianti di erogazione. Nonostante la sostituzione di valvole, vasche per la raccolta delle sorgenti e pompe, il problema della presenza di nichel, oltre il limite consentito, non sarebbe stato risolto.

Il Comune, assieme ad Arpac e Asl, hanno deciso di istituire una sorta di nucleo di tecnici che ora dovrà affrontare il problema della sorgente, con l’obiettivo di risalire all’origine della fonte d’inquinamento. Il sospetto è che a monte possa esserci un’officina che scarica in ambiente, ovviamente senza alcuna autorizzazione, e che i residui chimici finiscano direttamente nella sorgente dell’Acqua della Madonna. Qualora questa tesi dovesse trovare riscontri, della vicenda verrebbero interessati anche i carabinieri del Noe.

Lo scarico abusivo, inoltre, spiegherebbe anche l’alternanza di risultati delle analisi delle acque, che hanno uno sbalzo notevole nei valori, talvolta a distanza di pochi giorni. Lo stop alla mescita dell’acqua della Madonna e Acidula sta tenendo banco ormai da un paio di mesi a Castellammare di Stabia. Tantissime le persone abituate quotidianamente a recarsi nel quartiere del centro della città per riempire taniche e bottiglie, che adesso protestano per le fontane lasciate a secco.

Il Comune, però, non intende assumersi alcuna responsabilità di riattivare la mescita, almeno fin quando non arriverà il via libera da Asl Napoli 3 Sud e Arpac.

I campionamenti dello scorso 2 marzo avevano rilevato valori oltre il limite consentito riguardo la presenza di nichel e per questo motivo era stata subito disposto lo stop alla mescita, per scongiurare qualsiasi pericolo per la salute dei consumatori.

I tecnici del Comune, in accordo con Arpac e Asl Napoli 3 Sud, avevano disposto alcuni lavori urgenti con l’obiettivo di risolvere il problema. In particolare è stato previsto lo spurgo del pozzo e la dissabbiatura della sorgente, la sostituzione di valvole, vasche per la raccolta delle sorgenti e delle pompe danneggiate. Un intervento di manutenzione affidato alla società Econochimica Stingo, per circa 12mila euro.

Il problema è che dagli ulteriori accertamenti condotti dagli esperti ha cominciato a farsi largo l’ipotesi di fonti inquinanti nella sorgente, riconducibili a un possibile scarico abusivo. La presenza di una così alta concentrazione di nichel sarebbe compatibile con l’attività che normalmente viene svolta in un’officina meccanica. Una teoria che adesso ha fatto scattare una vera e propria indagine, con l’obiettivo di risalire ai presunti killer dell’ambiente che inquinano le sorgenti.

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