Torre del Greco, la debacle della sinistra spiana la strada al terzo polo. Ma Forza Italia non molla

Torre del Greco, la debacle della sinistra spiana la strada al terzo polo. Ma Forza Italia non molla

Torre del Greco, la debacle della sinistra spiana la strada al terzo polo. Ma Forza Italia non molla

Torre del Greco. La premessa è d’obbligo: le politiche e le amministrative sono due corse elettorali completamente differenti. Ma il voto del 4 marzo è destinato, comunque, a pesare come un macigno sul futuro di Torre del Greco. La quarta città della Campania, presumibilmente il 27 maggio, sarà chiamata a individuare il successore dell’ex sindaco Ciro Borriello – prima arrestato e poi dimissionario a metà agosto 2017 – e il recente verdetto delle urne è destinato a rimescolare nuovamente le carte di un mazzo già particolarmente ingarbugliato. Il ciclone-grillino – sfondato il muro del 54% – sarà un fattore, ma potrebbe non essere decisivo. Esattamente come nel 2014, quando il Movimento 5 Stelle – rappresentato da Ludovico D’Elia, in rampa di lancio per la candidatura-bis a sindaco – non toccò neanche quota 6%.

La debacle a sinistra

A settembre, il centrosinistra sembrava destinato a una comoda «passeggiata» sulle macerie lasciate dall’amministrazione comunale guidata dall’ex deputato di Forza Italia. Al punto da sacrificare la costruzione di una squadra autorevole e autoritaria sull’altare della solita guerra tra correnti, impegnate a giocare a nascondino per tirare fuori dal cilindro il nome del candidato sindaco da imporre alla coalizione. Dal consigliere regionale Loredana Raia al segretario cittadino Massimo Meo passando per la renzianissima Clelia Gorga e i «casillos» Massimo Cirillo e Luigi Mennella nessuno si è preoccupato di aprire un serio tavolo di confronto con i potenziali alleati. Così, proprio alla vigilia della campagna elettorale per le politiche, prima l’onorevole Nello Formisano – tagliato fuori dalla corsa al senato sotto il simbolo di Liberi e Uguali – e poi il «moderato» Giovanni Palomba si sono auto-proposti come leader della coalizione. Fughe in avanti accolte con diversi beffardi sorrisi in casa democrat, in attesa dei risultati del 4 marzo: sorrisi spazzati via dal drammatico 11,8% uscito dalle urne, il punto più basso della storia del Pd all’ombra del Vesuvio. E se i democrat piangono, lo stesso Nello Formisano non può certamente ridere: a dispetto del disperato tentativo di smarcarsi da Leu – solo sporadiche apparizioni con il collega Arturo Scotto e Vittorio Crispino – l’ex senatore, già accusato di non avere mai preso «voti personali» a Torre del Greco, dovrà fare inevitabilmente i conti con il 2,41% racimolato da Leu.

L’ex dc alla riscossa

A beneficiare dello psicodramma politico della sinistra potrebbe essere proprio il terzo polo organizzato da Giovanni Palomba. Da figlio della vecchia Democrazia Cristiana – corrente dorotea – l’erede dell’ex sindaco Francesco Palomba aveva fiutato le difficoltà di Pd & co. e già sarebbe pronto con diverse liste civiche promosse dagli scontenti della passata amministrazione comunale, a partire dal «camaleonte» Ciro Piccirillo per finire al restaurato Tommaso D’Ambrosio. Nomi a cui si potrebbero agganciare l’ex presidente del consiglio comunale Pasquale Brancaccio e l’ex candidato a sindaco del «vero centrosinistra» Alfonso Ascione. Una vera e propria corazzata – in termine di voti – capace di mettere in minoranza sia il Pd sia Nello Formisano, peraltro sgradito alla parte del gruppo capeggiata da Gennaro Granato.

Le ambizioni di Forza Italia

Il voto delle politiche ha confermato la naturale tendenza di Torre del Greco di pendere a (centro)destra. Una coalizione in cui Forza Italia resta leader indiscussa, con il 18% delle preferenza. La decisione dell’ex sindaco Ciro Borriello di sostenere – insieme alla sua pupilla Romina Stilo e agli ex assessori Donato Capone e Domenico Balzano – la scalata di Gianluca Cantalamessa con la Lega ha prodotto meno del 3%, un dato capace di riaccendere gli entusiasmi all’interno dei berluscones della quarta città della Campania. Ora chiamati – come preannunciato dalla portavoce locale Cinzia Mirabella – a individuare un «vero» candidato a sindaco da proporre ai potenziali alleati. Per provare così a bissare il successo del 2014, ma nel segno della discontinuità rispetto al primo cittadino costretto alle dimissioni a metà agosto 2017.

twitter: @a_dortucci