“Il Gay Pride a Pompei come l’eruzione del ’79”. Scoppia la bufera, l’Arcigay: “Incitamento all’odio”

“Il Gay Pride a Pompei come l’eruzione del ’79”. Scoppia la bufera, l’Arcigay: “Incitamento all’odio”

"Il Gay Pride a Pompei come l?eruzione del ?79". Scoppia la bufera, l'Arcigay: "Incitamento all'odio"

Definiscono il Gay Pride uno «scenario agghiacciante», addirittura paragonabile «alla distruzione dell’eruzione del Vesuvio del ‘79». Lo scrivono in un comunicato choc i dirigenti di Forza Nuova Campania, riportando alla mente una delle pagine più drammatiche della storia pompeiana, nonché italiana. Un paragone di «cattivo gusto», dicono i cittadini di Pompei. E destinato a scatenare nuove polemiche. Sì, perché la manifestazione arcobaleno sin da subito ha spaccato la città degli Scavi tra chi s’è detto favorevole e chi contro l’evento che ormai da anni si tiene in tutta Italia. I vertici di Forza Nuova non usano mezzi termini nel commentare la sfilata Lgbt. Anzi. Lo fanno con frasi violente, «che incitano all’odio», dice Antonello Sannino. «E’ una provocazione che definire blasfema ci sembra poco – aggiungo invece gli estremisti di destra – è un vero attacco ai valori cristiani. Non vogliamo e non possiamo permettere che la città si trasformi in un circo ambulante. Il Gay Pride non è una manifestazione per i diritti civili, ma una sfilata tra il carnevalesco e il porno, di sicuro di cattivo gusto e contrario alla buona educazione. La scelta di esibirsi a Pompei, città che ospita uno dei Santuari Pontifici Mariani tra i più importanti d’Italia non è certamente un caso da parte dell’Arcigay». Secondo Forza Nuova Campania «è stata scelta una data particolare per i fedeli, il 30 giugno, giorno simbolo nel quale vengono ricordati i primi martiri del cristianesimo condannati a torture incredibili da Nerone solo perché cristiani». «Non dimentichiamo quando, per pubblicizzare un festino gay, realizzarono una locandina  come immagine Gesù Cristo in un’ultima cena gay tra atti osceni e ripugnanti», scrivono.

Poi l’avvertimento: «Il 30 giugno l’intera comunità campana forzanovista presidierà il Santuario per l’intera giornata impedendo, con ogni mezzo in nostro potere, che i circensi delle lobby Lgbt, tanto coccolati dall’amministrazione locale che ha dato il benestare a questo scempio con tanto di patrocino morale, si esibiscano nelle loro volgari e inutili manifestazioni», concludono.

«Un comunicato surreale», è la replica del presidente di Arcigay Napoli, Antonello Sannino. «In realtà non dovrei nemmeno commentare, le risposte le daranno le migliaia di presenze che sono previste per il prossimo 30 giugno – precisa -. La gente comune neanche concepisce quelle frasi, probabilmente nemmeno i vertici di Forza Nuova credono a quanto dicono. Non hanno nulla da proporre se esprimono violenza gratuita. Tutto questo non fa altro che incitare all’odio. E’ tutto strumentale», conclude.

L’organizzazione

Intanto, l’organizzazione del Gay Pride procede spedita. Nominata la madrina, la regina della danza, Carla Fracci, le associazioni Lgbt hanno avviato una collaborazione con la Soprintendenza. Attendono risposte circa la possibilità di girare una clip negli Scavi, così come un mega evento. Le associazioni stanno lavorando anche per sottoscrivere convenzioni, così da offrire pacchetti turistici nei giorni in cui c’è la possibilità di entrare gratis negli Scavi o in quelli in cui si può visitare il sito di notte. Un medesimo discorso sui pacchetti sarà proposto anche per i giorni in cui non può esserci gratuità, in quel caso si richiederanno dei semplici sconti.