Il riscatto di una Camera penale di provincia

Il riscatto di una Camera penale di provincia


Sembrava un sogno irrealizzabile, e, invece, s’è compiuto. Il consiglio dei presidenti ha assegnato alla Camera Penale di Torre Annunziata, l’onere e l’onore di organizzare, nel proprio circondario, il congresso nazionale elettivo del presidente e della giunta dell’unione nazionale delle camere penali italiane. Mai era avvenuto, nell’ormai più che trentennale storia dell’Unione, che l’organizzazione di un evento di così straordinaria importanza venisse affidata ad una camera penale di provincia. Era stato sempre riservato alle grandi città capoluogo. Ma, questa volta, invertendo una tradizione mai infranta, c’è riuscita Torre Annunziata. Il congresso si terrà a ottobre 2018 a Sorrento. Erano state avanzate anche altre candidature ad ospitare l’evento, quella di Taormina e quella di Verona. La mia Camera Penale, che aveva aggregato al progetto le altre nove Camere Penali campane – anche quella di Napoli, città capoluogo – è riuscita ad ottenere il consenso pressocché plebiscitario di tutte le Camere Penali italiane. E s’è trattato di un successo storico per Torre Annunziata e per tutta la Campania. Il congresso elettorale, è, infatti, il massimo evento dell’intera avvocatura penale nazionale. Esso vedrà la partecipazione di circa mille delegati, dei nomi più prestigiosi del mondo penalistico, di ospiti del massimo rilievo istituzionale – il ministro della giustizia, i presidenti delle commissioni giustizia della Camera e del Senato, i responsabili giustizia di tutti i partiti presenti in Parlamento – dei rappresentanti più autorevoli della magistratura – vicepresidente del Csm e presidente dell’Anm -, di esponenti politici nazionali e locali, dei più autorevoli cattedratici di diritto e procedura penale nonché di numerosissimi avvocati. E’ previsto l’arrivo di circa 1500 o 2000 persone alle quali verranno mostrate le bellezze del nostro territorio: Capri, la Costiera amalfitana, e ovviamente gli Scavi di Pompei e la villa di Poppea.

 

Il congresso sarà anche l’occasione per discutere dei problemi più interessanti del mondo della giustizia e proporre il pensiero dei penalisti su argomenti, a tal riguardo, di scottante attualità, quali, tra i tanti, il rapporto ed il conflitto tra giudici e politica, i diritti intangibili della difesa e le libertà civili, l’inaccettabile celebrazione mediatica dei processi, l’approvazione di leggi liberticide e la distorsione delle garanzie processuali, il diritto alla riservatezza del cittadino indagato e le continue violazioni del segreto istruttorio, con la pubblicazione di notizie che lo propongono come colpevole prima del giudizio e lo espongono al linciaggio morale della piazza giustizialista. Sarà anche l’occasione per riproporre temi di antiche battaglie dell’Avvocatura sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sull’indipendenza del giudice, la libertà del difensore, e l’applicazione reale delle regole costituzionali sul giusto processo. Da oggi, sino ad ottobre, tutta l’Avvocatura penale italiana guarderà alla Camera Penale di Torre Annunziata come alla Camera Penale di riferimento, che ospiterà i delegati, organizzerà i lavori congressuali ed alimenterà il relativo dibattito culturale. E’ una grande responsabilità, ma anche un’enorme soddisfazione per tutti gli Avvocati di questo Foro e credo per tutti i cittadini di Torre Annunziata, del territorio e dell’intera regione. Vorrei anche sperare che il successo degli Avvocati costituisca uno sprone per le amministrazioni locali. Se gli Avvocati sono riusciti ad ascendere alla massima vetta del riconoscimento e del prestigio nazionali, vuol dire che nessun risultato è precluso o vietato ai cittadini di questo territorio. Ne tengano conto le amministrazioni locali e s’impegnino ad adottare il metodo degli avvocati per replicarne, negli ambiti di propria competenza, lo storico successo. Unico elemento di rammarico personale e per la città di Torre Annunziata è stata l’impossibilità di prevedere i lavori congressuali in città, invece che a Sorrento, per l’inesistenza di strutture idonee, un tempo presenti, come il cinema Metropolitan, ed oggi in abbandono.