Shock in Campania. Non diagnosticò tumore a una bambina: medico arrestato con la moglie

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Shock in Campania. Non diagnosticò tumore a una bambina: medico arrestato con la moglie

 Una coppia di medici (lei esercitava abusivamente la professione) è finita ai domiciliari, questa mattina, dopo l’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura partenopea: marito e moglie dovranno rispondere di omicidio colposo, abusivo esercizio di una professione, violazione dei sigilli, falsità ideologica in certificati e sostituzione di persona. Le indagini, partite dopo il decesso di una bambina, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico della coppia che esercitava la professione medica, con specializzazione in pediatria, in un Centro sanitario di Casal di Principe ì Dal maggio 2011, il medico pediatra, proprietario del centro, unitamente alla moglie, medico in modo abusivo, aveva avuto in cura una bambina di tre mesi cui aveva prescritto varie terapie senza ma far richiedere una visita specialistica. Due anni dopo i genitori della piccola la portarono nuovamente al centro a causa di una forte crisi di pianto e difficoltà urinarie. Ma la diagnosi fu che il pianto era causato dalle eccessive attenzioni dei genitori e la terapia fu un semplice antinfiammatorio. Nel pomeriggio, visto il pianto persistente, i genitori portarono la bimba all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli dove, tramite un’ecografia, veniva rilevata la presenza di un’estesa massa tumorale che grazie a successive indagini eseguite presso il Policlinico di Napoli, risultò essere un neuroblastoma al IV stadio, ossia un tumore maligno già metastatizzato. Nella nota, a firma del procuratore Francesco Greco, si sottolinea che dalla consulenza tecnica esperita su mandato della Procura della Repubblica, è emersa una colposa sottovalutazione della sintomatologia anche attraverso un’omissione dei doverosi approfondimenti diagnostici che determinò un ritardo nella diagnosi. Contestualmente all’arresto degli indagati i carabinieri hanno anche eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, del Centro sanitario in questione

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