Ragazzino di 15 anni si nasconde sotto un tir e viaggia per 400km: trovato esanime dalla stradale a Caserta

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Ragazzino di 15 anni si nasconde sotto un tir e viaggia per 400km: trovato esanime dalla stradale a Caserta

Lo hanno trovato stremato, disidratato e privo di sensi. Le labbra di colore viola, il volto una maschera nera di fuliggine e gas di scarico. Lui, appena 12 anni, ha viaggiato per 390 chilometri aggrappato al differenziale di un autoarticolato. Legato con una cinghia al telaio di un tir proveniente da Patrasso. È questa la scoperta fatta dall’equipaggio di una pattuglia della polizia stradale della sezione “Napoli Nord”. Un bambino di origini afghane è stato trovato dagli agenti nascosto tra le ruote di un camion con targa spagnola. I poliziotti hanno intercettato il tir nei pressi dell’area di servizio di San Nicola, in provincia di Caserta, lungo l’autostrada del Sole. Un controllo come tanti, di quelli che si compiono nell’ambito del piano di sicurezza autostradale disposto dal primo dirigente Carmine Soriente. Il conducente del mezzo pesante è risultato in regola, il cronotachigrafo segnava 3 ore e 47 minuti di cammino. «Vengo dalla Grecia, mi sono imbarcato a Patrasso e sono sbarcato a Brindisi. Sono diretto a Civitavecchia per raggiungere la Spagna» ha dichiarato agli agenti. Un poliziotto ha illuminato con la torcia la parte inferiore del rimorchio. Un gesto quasi di routine, per accertarsi che tutto sia a posto. «Collega, vieni subito qui. C’è qualcuno sotto il camion» questa la frase urlata con sgomento dal poliziotto. Nella parte centrale dell’autoarticolato con le braccia e le gambe penzoloni c’è il corpo di un bambino. Indossa una maglia di colore verde con sopra impressa la scritta “Amsterdam”. «È vivo, presto. Contattiamo il 118». Il bambino viene affidato alle cure dei medici ma prima ancora sono i poliziotto a sincerarsi delle sue condizioni. Gli offrono dell’acqua, lo fanno stendere nell’abitacolo dell’auto di servizio. «Vengo dall’Afghanistan, scappo dalla guerra» queste le poche parole pronunciate dal ragazzino prima di svenire. Un migrante, un piccolo uomo che ha affrontato un viaggio d’inferno. Un bambino cresciuto troppo in fretta che oggi deve la sua vita a due poliziotti. L’autotrasportatore ha riferito di non essere a conoscenza della presenza del migrante sotto il telaio del tir ma la sua posizione è ora al vaglio degli investigatori.

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