La lite, la fuga e poi il volo: inchiesta sul suicidio-shock nella “Torre Bene”

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La lite, la fuga e poi il volo: inchiesta sul suicidio-shock nella “Torre Bene”

Torre del Greco. Sarà l’autopsia disposta dalla procura di Napoli a fare piena luce sul suicidio-shock di viale delle Mimose. A 24 ore dal volo di 4 piani costato la vita a M.M. – 46 anni, moglie di un noto professionista della Torre Bene – si arricchisce di nuovi inquietanti dettagli la tragedia capace di sconvolgere il quartiere al confine tra Ercolano e Torre del Greco. 

Le indagini condotte dagli agenti di polizia del commissariato di Portici avrebbero consentito di ricostruire il pomeriggio di tensione vissuto all’interno dell’appartamento al quarto piano del signorile condominio in cui la famiglia di M.M. si era trasferita da tre mesi: prima del suicidio – secondo la ricostruzione degli uomini in divisa guidati dal primo dirigente Emilio Basile – si sarebbe consumata una violenta lite a pranzo tra la donna e il marito, davanti ai due figli. 

Un’accesa discussione – proprio nel giorno del compleanno del primogenito – conclusa con la decisione dell’uomo di andare via di casa, portando con sé entrambi i figli. Rimasta sola, M.M. avrebbe chiuso la porta d’ingresso a chiave e avrebbe deciso di compiere il gesto estremo: intorno alle 16 la quarantaseienne ha spalancato il balcone e si è buttata nel giardino incolto a ridosso dell’ex hotel Sakura, dove è stata trovata dai primi soccorritori avvertiti inutilmente da una vicina di casa della vittima.

I primi a entrare all’interno dell’abitazione sono stati i carabinieri della stazione Capoluogo, pronti a forzare una finestra per verificare se all’interno dell’appartamento fossero rimasti i bambini. Lo scenario che si è aperto davanti ai militari dell’Arma coordinati dal capitano Emanuele Corda e guidati dal comandante Vincenzo Amitrano era spettrale: l’abitazione era perfettamente in ordine, l’unica nota “stonata” erano i quattro piatti rimasti intatti a tavola, una sorta di conferma della “fuga familiare” dopo la lite. 

Circostanze su cui gli investigatori vogliono vedere chiaro, mentre l’autopsia – attualmente il corpo della donna è all’obitorio del Policlinico di Napoli – servirà a sciogliere tutti i dubbi sullo stato psicofisico della donna al momento del lancio fatale.

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