Disoccupato di Boscoreale, senza moglie e casa: il dramma di Gennaro, costretto a vivere in auto

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Disoccupato di Boscoreale, senza moglie e casa: il dramma di Gennaro, costretto a vivere in auto

Lasciato dalla moglie, da giorni vive in auto nei pressi della stazione Circum di piazza Vargas. E’ il dramma che sta vivendo già da un po’ di tempo Gennaro Della Calce, 46enne di Boscoreale, che non potendo usufruire di un alloggio, ha deciso di andare a vivere nella sua Opel di colore blu. Disoccupato, l’uomo sta vivendo una situazione di forte disagio sociale. E nessuno sembra intenzionato ad aiutarlo. Venerdì scorso, infatti, il caso è stato segnalato dall’associazione Mamme Vulcaniche al Comune di Boscoreale ma sembra che il sindaco Giuseppe Balzano non sembra intenzionato a prendere provvedimenti a riguardo. In realtà, l’ente si ritrova in condizioni economiche disastrate e l’amministrazione non sembra affatto interessata a prestare assistenza per mancanza di fondi. E così Gennaro, che ha chiesto di poter entrare in possesso di un alloggio dove dormire, si ritrova ora a passare giorno e notte nella sua vettura e, tra l’altro, proprio in questi giorni sul suo volto cominciano a vedersi i segni delle nevicate e del gelo, che non hanno risparmiato nemmeno Boscoreale in questo avvio del nuovo anno.
Inoltre, il 46enne vive in condizioni davvero precarie. Alcune esponenti dell’associazione Mamme Vulcaniche hanno prestato soccorso e gli hanno offerto alcuni pasti. Ma non bastano. Sono serviti soltanto per qualche giorno. L’uomo non ha dove andare e a Boscoreale non esiste una struttura adeguata per ospitare i senzatetto. Insomma, l’unica alternativa alle panchine in stazione è proprio l’auto. Ma la situazione peggiora giorno dopo giorno sempre di più. Le condizioni igienico-sanitarie sono davvero precarie.
Ancora una storia di degrado sociale in un momento in cui associazioni e Caritas si stanno organizzando, in questo periodo dell’anno di particolare freddo, per dare ospitalità a chi non ha un tetto e non può usufruire di un pasto caldo. Nella vicina San Giuseppe Vesuviano infatti, al civico 123 di via Roma, da qualche giorno è stato allestito un centro di emergenza che accoglie e offre sostegno a decine di persone provenienti da ogni angolo della provincia. Qui la porta non si sbatte in faccia a nessuno. Non contano colori, età e religione. Specie in questi giorni da incubo, con il freddo gelido a rappresentare una terribile minaccia. Durante la notte i volontari sfidano il freddo. Incappucciati per resistere al termometro che dice “meno 2 gradi”. Vanno alla ricerca degli “invisibili” nascosti sotto coperte e bucate e “lastre” di cartone che pesano quanto piume. Una necessità da sempre prioritaria e diventata un’ossessione dopo i tristi episodi dei giorni scorsi e la strage di “senzatetto” di queste ultime settimane

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