Depuratore Punta Gradelle, fioccano altre due denunce degli ambientalisti

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Depuratore Punta Gradelle, fioccano altre due denunce degli ambientalisti

Il sequestro (parziale) di via Mirto resta e i carabinieri spulciano gli atti del Comune di Vico Equense a proposito dell’intervento di manutenzione straordinaria dell’arteria di collina. Si indaga a 360 gradi senza escludere alcun dettaglio. Ma i lavori per la posa dei cavi dell’elettricità del depuratore di Punta Gradelle continuano.
Giorni fa è arrivato pure l’ok della Procura della Repubblica di Torre Annunziata all’uso della strada. Tant’è che ieri, a proposito dello stato di avanzamento del cantiere, è scattata anche l’ordinanza di rito con cui il Comune di Vico Equense ha disposto la chiusura al traffico della zona fino a sabato mattina. L’interdizione, con esclusione dei residenti, riguarda in particolare il tratto tra via Raffaele Bosco e l’incrocio con la Statale sorrentina 145. E’ la fase più importante degli interventi e gli operai sono al lavoro per accelerare. Il depuratore di Punta Gradelle è un’opera cruciale per la tenuta ambientale della risorsa mare. E stando agli annunci fatti a più riprese dalla Regione Campania l’impianto sarà operativo a partire dalla prossima estate (salvo intoppi).
Eppure non mancano le polemiche. A Vico Equense gli ambientalisti sollevano ancora pesantissime ombre. Ci sono già un paio di esposti trasmessi in Procura con Vas e Wwf Terre del Tirreno che chiedono ulteriori approfondimenti. Ieri l’ennesima puntata. Il presidente del Wwf Claudio d’Esposito e il coordinatore dei Vas Franco Cuomo hanno rincarato la dose su ciò che sta avvenendo a Vico Equense. I riflettori rimangono accesi su due fronti: via Mirto e gli interventi di restyling lato mare a Seiano. «Continua la devastazione del territorio di Vico Equense. Uno scempio irreversibile sotto gli occhi di tutti si sta portando alle estreme conseguenze» si legge in una lunga nota di d’Esposito.
I toni sono allarmanti: «I lavori in corso da circa tre settimane, che stanno cambiando la morfologia del sito e i suoi fragili ecosistemi, procedono celermente e hanno di fatto comportando lo scavo e sbancamento di terreno con l’estrazione di svariate tonnellate di rocce calcaree di grosse dimensioni. La modifica dello stato dei luoghi appare, anche stavolta irreversibile ed ancor più grave dal momento che l’area presa di mira, per l’allocazione di tubature, si trova in area di notevole interesse paesaggistico posta sotto il vincolo della Soprintendenza, all’interno del Parco regionale dei Monti Lattari e, cosa assolutamente non irrilevante, ricade nella perimetrazione dell’Autorità di Bacino Campania Centrale, di cui al Psai, in area classificata a rischio frana molto elevato». Duro anche il circolo Vas: «Uno scempio del territorio in un’area ad alto rischio idrogeologico nel silenzio».
Uno sfogo forte quello che riguarda interventi in corso presso lo stabilimento Axidie. Proprio ieri Cuomo anche su Facebook ha proseguito a chiedere un approfondimento degli inquirenti. Già alcune settimane fa proprio i Vas chiamarono in causa i vertici dell’amministrazione comunale del sindaco Andrea Buonocore. Ma una risposta ufficiale dal Comune non è mai arrivata.

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