L’hotel Loreley batte il Comune di Sorrento: niente ruspe per le camere

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L’hotel Loreley batte il Comune di Sorrento: niente ruspe per le camere

Niente abbattimento per il sottotetto dell’hotel Loreley di Sorrento. Lo ha stabilito il Tar della Campania che ha accolto il ricorso presentato dai proprietari dell’albergo. Annullata l’ordinanza emessa nel 2005 dal Comune di Sorrento che prevedeva la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi nell’area interna della struttura ricettiva.
Tutto parte nel 2003 quando la proprietà dell’hotel presenta al protocollo generale del Comune una Dia (denuncia di inizio attività in edilizia) per l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria nel sottotetto dell’immobile: vengono realizzate due camere, con altrettanti bagni.
I lavori si concludono sempre nel corso dello stesso anno. Successivamente arriva la sanzione demolitoria dell’amministrazione comunale di Sorrento. Ma l’ordinanza di abbattimento finisce subito al centro di una battaglia legale. I proprietari dell’albergo impugnano l’atto e fanno ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Campania. Motivo? Viene presentata a “discolpa” proprio la Dia già in possesso dell’ente comunale di Sorrento. «In particolare – si legge nel ricorso – tali vani erano già adibiti ad alloggio del personale dell’albergo e, all’occorrenza, dei clienti della struttura e ciò prima del 2 settembre 1967».
Ovvero la data di entrata in vigore della legge 765/67 con la quale è stato stabilito l’obbligo di perimetrazione del centro urbano e viene introdotta la disciplina delle aree incluse «in tale parte del territorio comunale». Si tratta tecnicismi chiave per la difesa dell’hotel Loreley che precisa anche «che il Comune non ha mai contestato le rappresentazioni grafiche emergenti dalle planimetrie allegate alla Dia né che tali vani fossero muniti di ampie finestre, pavimenti e servizi».
Nel ricorso spunta anche, a detta dei titolari della struttura alberghiera, «la carenza di istruttoria e di motivazione, tenuto conto dell’omessa indicazione delle opere edilizie attraverso le quali sarebbe stato realizzato il cambio di destinazione d’uso né fornito elementi anche indiziari idonei a fondare tale conclusione». Il Tribunale amministrativo regionale della Campania, nel 2005, accoglie la richiesta di sospensiva. E le parti, attendendo una pronuncia nel merito, presentano anche i documenti del procedimento penale avviato a loro carico proprio per i lavori contestati e che si è concluso con un’assoluzione piena.
Alla fine, l’altro giorno, il Tar della Campania ha chiuso dopo 12 anni la vicenda accogliendo il ricorso dell’albergo.
«Dalla documentazione versata in atti – scrivono i magistrati amministrativi – non è dato comprendere su quali basi l’amministrazione comunale abbia proceduto a contestare la modifica della destinazione d’uso del sottotetto accedendo ad una qualificazione idonea a sorreggere l’irrogazione della sanzione demolitoria. In particolare, non sono state specificate le opere attraverso le quali tale modifica sarebbe stata realizzata né è stato individuato il fondamento della contestazione alla luce della disciplina edilizia ed urbanistica vigente e delle caratteristiche dell’intervento».

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