Incubo “spaccate” tra i negozi del centro. I commercianti: «Sicurezza zero»

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Incubo “spaccate” tra i negozi del centro. I commercianti: «Sicurezza zero»

I vetri in frantumi lasciano intravedere la merce in esposizione in quelle che erano vetrine intatte fino a un giorno fa. Nell’ordine, la vetrina di un parrucchiere per uomo, quella di un negozio di scarpe, di una paninoteca e addirittura del più affollato tra i cinema del centro storico, il Modernissimo in via Cisterna dell’Olio. Quattro spaccate in una sola notte. Questo il bilancio dell’ennesima emergenza sicurezza per le attività commerciali della zona di via Toledo. attività differenti tra loro, che sono finite nel mirino dei balordi che, con la solita tecnica dell’ariete, hanno mandato in frantumi vetrine e infissi per impossessarsi dell’incasso custodito nei registratori di cassa. Episodi che sono ormai la norma nell’area compresa tra piazza Dante, via Toledo e piazza del Gesù, fino ad arrivare a largo Ecce Homo. Proprio qui infatti a fare le spese e a contare i danni, all’indomani dell’amara scoperta, è Vincenzo Affinita, titolare di un negozio di barbiere che, di fronte all’ennesimo colpo messo a segno dai delinquenti, ha esposto in vetrina un provocatorio cartello con la scritta: “Movida notturna, questo è il risultato”. Un messaggio di rabbia che simboleggia chiaramente l’assenza di controlli e la percezione della mancata sicurezza per gli esercenti del centro storico. «Il mio negozio – spiega l’esercente – si trova in realtà in via Pino Daniele, dove c’è il murales che dedicarono al cantautore. Ma è una zona che di sera diventa terra di nessuno. Le rapine si sono moltiplicate. Sono almeno 20 o 30 a settimana. Vittime sono per lo più studenti e anziani. L’ultimo caso, qualche sera fa, è avvenuto a un 90enne che abita a Palazzo Penne in largo Teodoro Monticelli. Stava guardando la tv quando si è ritrovato in casa i ladri che lo hanno ripulito di tutto». Ma il vero incubo in largo Ecce Homo sono le spaccate, come quella che ha danneggiato la vetrina di Affinita sabato notte. «Erano all’incirca le 3.30 – racconta – quando mi sono svegliato di soprassalto per il rumore. Mi sembrava fosse un incidente d’auto e ho preferito non alzarmi. Non immaginavo stessero agendo nel mio negozio. Al mattino ho trovato i vetri in frantumi e poco distante l’arma che avevano usato, un pezzo di marmo che sta girando da una settimana nella nostra zona, fuori a ogni negozio. Per ora lo lascio così. Non lo farò riparare perché voglio che li istituzioni si sveglino e smettano di fare finta di non vedere. Il centro storico e questa zona in particolare è insicura». L’unica telecamera è difatti in largo Banchi Nuovi, davanti alla chiesa dove il regista John Turturro girò alcune scene del film “Passione”. Tra le tante vittime di furti (solo Affinita ne ha subiti tre negli ultimi tempi), rapine e spaccate notturne anche la figlia dell’attore comico Alan De Luca, vittima di un’aggressione all’uscita del Teatro dell’Aiuto gestito dal padre a pochi passi da largo Ecce Homo. Sul posto ieri mattina gli agenti del commissariato di polizia Decumani, che stanno indagando sui vari episodi avvenuti. «I poliziotti mi hanno detto di denunciare – rimarca il barbiere – e lo abbiamo fatto. Ma quel che manca sono i controlli nei vicoli. Magari anche con qualche impianto di video sorveglianza in più. Non è possibile che dobbiamo vivere con la paura che i nostri figli nel rincasare la sera siano aggrediti da bande di centauri che, in sella a grossi scooter, li rapinano di 5 o 10 euro. Viviamo nel terrore e non ne possiamo più». Accanto a quello di Vincenzo c’è un altro negozio di parrucchiere, quello gestito da Salvatore Castelluccio, imprenditore che vive sotto scorta per aver denunciato oltre un anno fa il racket. Ma nonostante ciò la sicurezza nella zona è ancora pari a zero.

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