Stipendi d’oro e azienda al collasso. Scatta la caccia ai Paperoni Anm

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Stipendi d’oro e azienda al collasso. Scatta la caccia ai Paperoni Anm

Caccia ai Paperoni dell’Anm/Metronapoli. Li chiamano mister centomila euro e nella partecipata comunale con un buco di 42 milioni di euro e un trasporto al collasso, guadagnano stipendi d’oro. Stipendi che non hanno nemmeno l’obbligo di rendere pubblici perché la legge prevede per enti e municipalizzate che lo siano soltanto i guadagni dei dirigenti , ma non dei funzionari. Ma ora che l’azienda è in crisi dipendenti e sindacati, in prima linea Usb, Orsa e Fast Mobilità, sono sul piede di guerra vogliono trasparenza e chiedono conto anche di quelle cifre da capogiro. In particolare dei superminimi che nelle buste paghe dei funzionari Paperoni arriverebbero fino a tremila euro al mese. Ora col piano strategico di risanamento e rilancio 2017/2019 presentato dai vertici dell’Anm i rappresentanti sindacali pretendono che nomi e somme vengano fuori. “Si tratta di soldi pubblici – rivendicano – e a fronte di zero servizi offerti alla cittadinanza vogliamo conto del motivo per cui queste professionalità arrivino a guadagnare tanto”. Bocche cucite da parte dei vertici dell’azienda. “Non siamo tenuti a comunicare queste informazioni – dice il portavoce del direttore generale dell’Anm, Alberto Ramaglia -. Si tratta di stipendi che ci sono sempre stati, accordi tra le parti in base alle professionalità”. Stipendi da sostenere anche con un deficit milionario e professionalità a parte, come si giustificano i premi viste le condizioni in cui versa il trasporto pubblico? “Non possiamo di certo rivedere dei singoli contratti – replica l’azienda – . Stiamo già lavorando ad un piano anti-crisi che prevede il taglio dei premi di produttività”. Nel frattempo i dirigenti, di cui invece si conoscono i compensi, pubblicati sul sito della società il mese scorso,  guadagnano da 80mila euro fino a 175mila euro all’anno. Anche più dello stesso Ramaglia che ha uno stipendio di 53mila euro annui. Ma il vero ‘buco nero’ restano i funzionari. Questione di giorni a chiedere le carte sui compensi il 17 gennaio con un’interrogazione è stato il capogruppo di Forza Italia, Stanislao Lanzotti. L’amministrazione – la partecipata è pubblica al cento per cento – per regolamento dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) fornire risposta entro trenta giorni. Termine che scade quindi la prossima settimana. Nello specifico chiarimenti sui compensi accessori erogati dall’Anm, specificando modalità e criteri e il numero di unità distinte per qualifica.

AL MOMENTO QUESTI GLI STIPENDI PUBBLICI DEI DIRIGENTI:

CARLO PINO 120.000 EURO

VINCENZO ORAZZO 129.589.00 EURO

SALVATORE TORO 80.000 EURO

RICCARDO MOTTI 97.600 EURO

RAFFAELE VINCIGUERRA 97.600 EURO

MARIO SARRUBBI 113.064 EURO

GENNARO NARDUCCI 87.902 EURO

FERRENTINO CARLO 86.902 EURO

ATTILIO CAPASSO 80.000 EURO

ALBERTO RAMAGLIA (DIRETTORE GENERALE) 53.000 EURO

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