Fincantieri, barricate Stx. L’Italia batte pugni su tavolo, negoziati in corso

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Fincantieri, barricate Stx. L’Italia batte pugni su tavolo, negoziati in corso

Nulla di ufficiale, ma le sensazioni e le indiscrezioni parlano di una Francia che,   sebbene in maniera garbata, non stia proprio spianando la strada alla Fincantieri nell’acquisizione del controllo dei cantieri francesi di Saint-Nazaire di Stx France, che occupano circa   2.300 persone e sono gli unici della Francia in grado di costruire grandi navi da crociera e anche militari, comprese le   portaerei.

Ma la risposta, anche questa assolutamente non ufficiale e    riferita proprio dai francesi con l’autorevolezza del Les Echos,   non è proprio tenera: gli italiani – titola il sito del   quotidiano francese – “battono i pugni sul tavolo” perchè – e   questo è proprio certo – la Fincantieri non intende rinunciare   alla maggioranza assoluta, e quindi al controllo, di Stx France.   Il punto – rincara la dose il sito francese specializzato “Mer   et Marine” del gruppo editoriale Telegramme – è per Fincantieri   “non negoziabile”.      
Di ufficiale – sempre stando a quanto arriva da Parigi – c’è   la posizione del segretariato di Stato all’industria della   Francia che a Les Echos ha detto che “le trattative sono tuttora   in corso con Fincantieri e con il Governo italiano”, con   quest’ultimo che fin dall’inizio sta sostenendo il gruppo   navalmeccanico nell’acquisizione dei cantieri d’Oltralpe.

Lo stesso “Mer et Marine” riferisce anche di altre   indiscrezioni relative alla decisione di Fincantieri di non   accettare un presunto invito del Ministero dell’Economia   francese a un incontro per la prossima settimana. Vi avrebbero   dovuto partecipare anche il gruppo francese Dcns (la società   partecipata dallo Stato francese che opera nel settore delle   costruzioni di navi militari), l’armatore Msc Cruises e gli   americani della Royal Caribbean, potenzialmente interessati a   entrare nel capitale di Stx France. Sull’incontro e sulla   posizione di Fincantieri, però, il riserbo è totale e il gruppo   italiano non ha voluto rilasciare alcun commento.

Quello che è certo è che nei giorni scorsi a Trieste,   l’amministratore delegato del colosso italiano, Giuseppe Bono,   ribadendo la necessità da lui sostenuta da tempo di un   consolidamento della cantieristica europea, aveva affermato con   fermezza che, per i cantieri di Stx France Fincantieri è   “portatore di un progetto industriale corretto e giusto, valido,   che – aveva aggiunto – ora riteniamo che deve essere esaminato e   valutato per quello che è e per la sua portata. Noi lanciamo le   idee e abbiamo la determinazione per seguirle. Poi – aveva   concluso – siamo anche coscienti che non tutte le cose riescono,   ma abbiamo anche altre strategie di riserva”.

Anche alla luce di questi ragionamenti la vicenda appare poco   comprensibile, dal momento che le barricate francesi riguardano   un’operazione nella quale un grande gruppo europeo dovrebbe   subentrare a un gruppo coreano, l’Stx Offshore & Shipbuilding.   Fincantieri, infatti, e’ stata ritenuta “preferred bidder”, cioe’ miglior offerente, dal Tribunale fallimentare di Seoul   (Corea del Sud) nel processo di vendita del 66,66% della STX   France di proprietà proprio del gruppo coreano. Il restante   33,34% e’ nelle mani dello Stato francese, che e’ intenzionato   comunque ad aumentare la propria quota favorendo l’ingresso di   DCNS. Dei cantieri Stx France hanno parlato anche Francois   Hollande e Paolo Gentiloni nel loro primo incontro bilaterale lo   scorso 10 gennaio.

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