Elezioni a Pompei. Cresce il fronte del centrosinistra

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Elezioni a Pompei. Cresce il fronte del centrosinistra

La coalizione di centrosinistra si allarga. Ieri sera c’è stato un summit con i liberal-democratici per cercare punti in comune nella corsa alla conquista di Palazzo de Fusco. L’incontro ha avuto esito positivo con la sottoscrizione del documento di coalizione siglato lo scorso 10 marzo per avviare «un cambiamento sia nella sostanza progettuale che nello stile di governo». Queste le basi che hanno dato vita alla coalizione di centrosinistra formata da Partito Democratico, Alternativa Pompeiana-Progetto democratico, Amici Insieme per Pompei, Democratici riformisti, Impegno democratico, Insieme per la città, Patto per Pompei, Pompei oltre, Progetto città, Rinascita Pompei2017. A queste forze politiche da ieri sera si è aggiunta anche quella del Centro liberal-democratico con Pasquale Avino e Salvatore Visciano, entrambi legati all’esperienza amministrativa dell’ex sindaco Claudio D’Alessio. Sale a quota undici alleati, a questo punto, la formazione che ha detto di voler avviare una nuova stagione politica «creando le condizioni necessarie  per uno sviluppo compatibile con i delicati equilibri territoriali in cui la città si colloca e tali da produrre nuove occasioni di lavoro nei settori del turismo, del commercio nella piccola e media industria, nella valorizzazione dell’artigianato di qualità». Ma Avino e Visciano potrebbero non essere l’ultimo tassello della coalizione di centrosinistra che punta a chiudere altri accordi nei prossimi giorni. Il progetto sembra essere molto ambizioso. Si vocifera che l’obiettivo sia quello di superare il 60% al primo turno nel tentativo di accaparrarsi undici consiglieri. Anche se è ancora presto per fare calcoli e previsioni, vista anche l’opacità del quadro con molti aspiranti candidati ancora nell’ombra e coalizioni che stendano a definirsi. Sempre ieri il gruppo a guida Pd ha avviato anche la discussione sul candidato sindaco. «Un sindaco capace, preparato, dal forte spessore morale e dalla comprovata esperienza politica», scrissero gli alleati nel documento. Ma soprattutto capace di mettere d’accordo le anime della coalizione.

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