Il codice anti-corruzione è un tabù per i consiglieri comunali di Castellammare di Stabia

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Il codice anti-corruzione è un tabù per i consiglieri comunali di Castellammare di Stabia

Una battaglia di legalità, un codice etico che fissa dei paletti entro i quali gli amministratori devono muoversi per annullare o quasi il rischio di essere coinvolti in episodi di corruzione. La giunta guidata dal sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo, ha approvato la Carta di Avviso Pubblico lo scorso 11 agosto ma per applicarla agli amministratori del Comune stabiese serve il voto favorevole in consiglio comunale. Un “sì” che ideologicamente dovrebbe essere urlato a gran voce e che invece slitta di settimana in settimana. Con l’aggravante che tutti i candidati alla carica di primo cittadino, durante la campagna elettorale, s’impegnarono a farla approvare entro i primi 100 giorni di mandato. Quel termine, per il sindaco Antonio Pannullo, è scaduto ormai da 6 mesi e «ci sorge naturale il dubbio che ci siamo resistenze che ci sembra opportuno rendere pubbliche», scrivono le associazioni Asharam, Libera, Gli Amici della Filangieri e Legambiente, in una lettera indirizzata proprio al primo cittadino.

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