Renzi invia un garante nella faida napoletana. E De Luca lavora al nome trasversale: Graziella Pagano

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Renzi invia un garante nella faida napoletana. E De Luca lavora al nome trasversale: Graziella Pagano

Mentre a Roma sembra quasi certa la decisione di inviare un garante nazionale per il Congresso napoletano – la commissione nazionale riunitasi ieri si è aggiornata ad oggi per il verdetto -, a Napoli Vincenzo De Luca lavora per far convergere le correnti renziane in guerra su un nome unitario alla segreteria provinciale. Si tratta di Graziella Pagano, ex Ds, amica del capobastone Mario Casillo, ma anche del Governatore. Lo sceriffo De Luca si è preso quarantott’ore di tempo per un tentativo unitario: riunioni e telefonate a tambur battente per convincere l’area guidata da Casillo-Topo e quella capitanata dall’europarlamentare Andrea Cozzolino, dalla deputata Valeria Valente e dal consigliere regionale Antonio Marciano sulla proposta della Pagano.

Graziella la donna per unire Casillo e Cozzolino

Quattro volte senatrice Maria Grazia Pagano, per tutti Graziella, viene dalle fila dei Democratici di sinistra. E per questa ragione potrebbe essere la soluzione al tema – rivendicazione – posto da Cozzolino e company e condiviso anche a Roma: ovvero che oggi il partito a Napoli è tutto nelle mani dell’ex Dc (segreteria regionale, provinciale e capigruppo Pd). Eletta al Senato per la prima volta nel 92 e riconfermata nel 94, 96 e 2001, diventando anche eurodeputata nel 2008, Pagano non ha mai risparmiato critiche al partito. Attivissima sulla sua pagina facebook a colpi di post e foto è sempre sul pezzo. A lei hanno subito pensato i democrat anche per tirarsi fuori da un’altra grana, quella esplosa a Miano durante le Primarie con le tessere pagate da Michel De Prisco, nominandola commissario.

Congresso verso lo slittamento

Dalle prime indiscrezioni però la proposta Pagano non convincerebbe per niente gli ex Ds: molto vicina a mister 30mila voti, per loro sarebbe comunque ancora una volta la vittoria di Casillo. Diventa così sempre più probabile l’ipotesi di uno slittamento del Congresso a fine novembre, come chiesto dall’area Orfini-Martina. La concomitanza tra la Conferenza programmatica nazionale a Napoli e il Congresso napoletano previsti negli stessi giorni per sbaglio – ma forse neanche tanto – potrebbe essere la motivazione ufficiale.

Invio Garante: ore decisive

Intanto ieri si è riunita la Commissione nazionale Pd. Sul tavolo anche il caso Napoli dopo l’invio del documento con la richiesta di un garante nazionale, firmato da Cozzolino, Valente, Marciano, Leonardo Impegno, Enza Amato, Antonella Ciaramella, Gianluca Daniele e Bruna Fiola. E soprattutto alla luce del ricorso presentato dagli otto componenti segnati presenti alla Direzione provinciale, per insediare la Commissione di garanzia del Congresso, ma assenti. L’orientamento di Roma è quello di inviare un garante: la Commissione si riunirà nuovamente oggi per comunicare la sua decisione.

Tutto in alto mare

Nel frattempo tutto resta in alto mare, per non dire bloccato, a Napoli. Nella prima riunione della Commissione provinciale di garanzia a cui spetta vagliare e certificare l’anagrafe degli iscritti, in tre hanno abbandonato il tavolo. Si tratta di Salvatore Barbato, Valerio Di Pietro e Alfredo Affatato che hanno come riferimenti Marciano, Cozzolino e Daniele: la posizione è quella per cui in attesa dell’esito del ricorso, per cui la direzione  provinciale e quindi anche la nomina della Commissione di garanzia potrebbero non essere validi, non si possa proseguire in alcun modo. Presenti sei su 11, gli altri componenti hanno comunque svolto i primi adempimenti nominando il presidente della Commissione, Franco Almanza e calendarizzando le prossime riunioni. Ma in realtà tutti attendono ora Roma, che dovrà pronunciarsi oggi su garante e data del Congresso, anche perché il termine per presentare le candidature scade il due ottobre. Salvo, sempre più probabili, cambiamenti.

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