Congresso bis, trame e blitz. Oddati a rischio espulsione, Costa in bilico. Polemica su Ederoclite: “Liste civetta”

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Congresso bis, trame e blitz. Oddati a rischio espulsione, Costa in bilico. Polemica su Ederoclite: “Liste civetta”

Ventiquattr’ore poi andrà in scena la seconda parte del Congresso, ma l’epilogo è già scritto. Anche se oggi tutti i segretari dei 28 circoli chiamati al voto ritireranno i kit, sarà ostruzionismo fino all’ultimo con i militanti ex Ds pronti a tutto, anche ad occupare la sede Pd.

Circoli tra ostruzionismo e voto bis

Dal circolo del Vomero, dove vota il candidato Massimo Costa, il segretario Franco Tenuta chiede un garante: “In questo partito è il caos. Non ho alcuna intenzione – dice con fermezza – di beccarmi una denuncia se arriva un iscritto del 2017  se la prendessero loro la responsabilità di dirgli che non ha il diritto di votare”. La platea di quest’anno infatti non è stata certificata, come richiesto dagli uomini che sostengono il candidato Nicola Oddati. Mentre dal circolo di Secondigliano il segretario Pasquale Esposito denuncia: “Noi abbiamo aperto la sede domenica, ma non si è presentato nessuno alle votazioni. Eppure ci hanno inserito nell’elenco chiedendo di far tornare al voto, mentre in altri circoli dove ci sono situazioni simili non è stato fatto. Perché si adottano due pesi e due misure?”.

Oddati rischio espulsione

La parola definitiva sul Congresso passa al giudice. Ancora non depositato il ricorso in tribunale per l’annullamento del Congresso. “Lo stiamo completando” ha detto il suo avvocato, l’ex sindaco Riccardo Marone, annunciando che sarà presentato oggi. Marone potrebbe inserire anche l’aspetto del ricorso a rate. “Se non si fossero aperte le urne – spiega – sarebbe stato possibile votare. Ma invece è accaduto e domenica è stato fatto lo spoglio nei singoli circoli. I verbali non sono stati aperti, ma i rappresentanti di seggio e gli scrutatori conoscono i risultati. Quindi come si fa a votare domani sapendo già il risultato del voto?”. Un gesto forte, quello del ricorso al tribunale, che potrebbe costare a Oddati l’espulsione dal partito, è la voce che circola nei corridoi democrat. “Il Pd non caccia nessuno – dice il presidente della Commissione provinciale di garanzia, Giosué De Rosa – solo condannati e chi si candida contro il partito, al massimo così facendo ci si mette nelle condizioni di andarsene. Purtroppo quando si arriva dal giudice, la politica ha già perso. E’ successo con Cozzolino-Ranieri, con Valente-Bassolino e ora con Oddati”.

Costa il segretario in bilico

Espulsione o meno, quello che resta appeso a un filo è il destino del primario amico di Mario Casillo e Raffaele Topo. Sarà per forza di cose un segretario provinciale Pd in bilico, almeno fino a quando la magistratura non si sarà espressa, parere che dovrebbe arrivare entro un mese. Prima sicuramente delle Politiche.

“Liste civette”: casilliani con Ederoclite

Intanto si va al voto per la seconda volta per scegliere e proclamare i 193 delegati che parteciperanno all’Assemblea provinciale di giovedì prossimo per eleggere il segretario, ovviamente Costa. Scorrendo le liste di Tommaso Ederoclite, il candidato del Comitato 30 che si professa lontano dalle correnti, spuntano uomini vicini a Casillo e Topo. Tra questi Dello Iorio a Gragnano, Russo a Sant’Antonio Abate, Fiorenza a Torre Annunziata, Maffei a Napoli-Scampia. “Liste civette” accusano gli ex Ds convinti di un accordo tra ex Dc ed Ederoclite, motivo per cui quest’ultimo non avrebbe chiesto il rinvio del Congresso.

La replica di Ederoclite

“Come fanno a sapere se fanno riferimento a qualcuno, che ce l’hanno scritto in faccia? – replica Ederoclite -. Queste insinuazioni mi fanno sorridere, proprio perché non ho correnti ho pescato tra gli uomini di Casillo come tra quelli di Oddati, militanti che delusi dai soliti dirigenti e dal partito, hanno scelto di sostenermi”.

La nota di Rossi e lo scaricabarile

I giochi sono fatti con il solito rimbalzo di responsabilità. Con una nota inviata dal responsabile Organizzazione Pd, Andrea Rossi alla Commissione provinciale, Roma dice di continuare e chiudere il 23. La commissione nazionale scarica sul regionale la decisione sul ricorso di Oddati che a sua volta dice di averlo già espresso con la delibera n.38. E in cui dichiara che le votazioni non sono valide perché sono state violate le norme di informazione e partecipazione del regolamento del Congresso. Una delibera che non ha valore per la maggioranza guidata da Casillo, secondo cui invece il regionale si sarebbe dovuto tornare ad esprimere e non l’ha fatto e per cui la nota di Rossi  ha già dichiarato valido il Congresso. Insomma soliti cavilli e carte bollate, mentre il partito precipita nell’ennesimo caos.

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