Scafati: maxi evasione della Tari Comune a rischio dissesto

Redazione,  

Scafati: maxi evasione della Tari Comune a rischio dissesto

Scafati – Per anni non hanno pagato la Tari, è maxi evasione dell’imposta sui rifiuti per centinaia di attività commerciali e imprese di Scafati. Palazzo Mayer, sull’orlo del dissesto finanziario, avvia una task force congiunta tra la Polizia Municipale agli ordini del comandante Giovanni Forgione e personale della Geset. Due impiegati dell’azienda di riscossione tributi assieme ad una vigilessa e un dipendente comunale in queste settimane stanno riscontrando fisicamente, una per una, le centinaia di partite iva insistenti sul territorio. Un lavoro capillare e certosino, che ha mostrato fin da subito la sua portata. Decine le attività non in regola con i pagamenti, altrettante quelle del tutto sconosciute alla Geset. Prematuro in questa fase fare una stima della somma sottratta alle casse comunali, ma considerato che dalle prime verifiche emerge un tasso di oltre il 70% di irregolari, il danno per l’ente appare subito rilevante. Nel mirino della squadra anti evasione anche aziende di una certa portata economica e note ben oltre i confini locali. A queste si aggiungono le tantissime attività commerciali che hanno aperto bottega richiudendola pochi mesi dopo. I furbetti approfittavano di una falla nel sistema di monitoraggio e censimento delle attività ai fini dell’applicazione dell’imposta sui rifiuti. Il regolamento prevede infatti l’auto denuncia da parte dell’esercente alla Geset. Nel momento in cui una nuova attività viene avviata, l’imprenditore ha a disposizione 18 mesi per auto denunciarsi alla società di riscossione dei tributi, dichiarando la consistenza immobiliare dei locali dell’impresa.Questo però non sempre è avvenuto, almeno 7-8 volte su 10, e contrariamente a quanto avrebbe dovuto fare, dal Comune non èpartita mai negli anni trascorsi una richiesta di verifica. Lo spaccato che emerge in queste ore non è rassicurante, la Tari veniva evasa in diverse forme, sia non autodenunciandosi oppure dichiarando metri quadri inferiori al reale. I caschi bianchi, metro alla mano, stanno verificando la reale consistenza immobiliare dell’attività con quanto risultante agli uffici Geset. Non solo sanzioni amministrative, ma anche penali per coloro che avranno dichiarato il falso. Un altro sistema per eludere la Tari è di chiudere l’impresa, o anche semplicemente volturarla, prima della scadenza dei 18 mesi di tempo per l’autodenuncia.“Distrazioni” che hanno portato l’ente sull’orlo del dissesto, incapace oggi di far fronte alla spesa corrente per i servizi essenziali quali proprio la raccolta rifiuti, la pubblica illuminazione, la manutenzione stradale. Se 7 attività su 10 non sono in regola con la Tari, nel 2017 il 50% delle utenze abitative sono risultate impagate, un dato però in crescita rispetto alla tendenza degli anni pre scioglimento. A questo vanno poi aggiunti i costi esagerati derivanti dallo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, che pure incide per il 20% circa sulla bolletta Tari. Insomma, gli scafatesi non amano la raccolta differenziata, ma neanche l’imposta sui rifiuti.

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