Alimuri, demolizione mai pagata: tra i morosi la suocera di Cozzolino

Salvatore Dare,  

Alimuri, demolizione mai pagata: tra i morosi la suocera di Cozzolino

Vico Equense  – Quel gigante di cemento riuscirono a buttarlo giù una volta per tutte dopo 51 anni di battaglia, il 30 novembre 2014, grazie a un cavillo scoperto dall’ingegnere Antonio Elefante, all’epoca assessore ai lavori pubblici. Eppure ad oggi le spese sostenute dal Comune di Vico Equense per la demolizione show ancora devono essere completamente rimborsate. Parliamo di circa 500mila euro che sono a carico di Saan srl, la società amministrata dalla signora Margherita Masullo, suocera dell’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino, proprietaria del rudere della baia di Alimuri. Ecco perché adesso il Comune torna ad andare all’attacco e dopo inutili inviti rivolti a Saan minaccia di intraprendere le vie legali. Scatta un ultimatum nei confronti della società: entro 30 giorni, Saan dovrà risarcire il Comune altrimenti partirà una citazione in sede civile con tanto di richiesta di calcolo degli interessi. Precisamente, il Comune di Vico Equense lamenta il mancato pagamento di 427mila euro. Si tratta di una cifra che balza fuori dai vari conteggi effettuati dall’ufficio urbanistica del Comune. La questione è assai intricata.La proceduraTutto parte il 7 marzo 2014 quando la giunta allora guidata dall’ex sindaco e oggi assessore Gennaro Cinque approvò su input di Elefante l’atto di indirizzo per demolire l’Ecomostro. I tecnici del Comune iniziarono a verificare atti, documenti e grafici del rudere di 18mila metri cubi realizzato nel lontano 1963. Sarebbe dovuto divenire un albergo mozzafiato e invece i lavori non furono mai completati. In venti giorni viene prodotto il documento decisivo: è l’ordinanza di demolizione per l’Ecomostro che si basa su alcuni dettagli scovati da Elefante esaminando l’originaria licenza edilizia. L’immobile è fuorilegge perché è alto 19 metri invece dei 16 previsti ed è costituito da sei piani, uno in più di quelli autorizzati. L’Ecomostro può essere abbattuto. Inutili i ricorsi in sede amministrativa presentati dalla società proprietaria del rudere. Così, il 30 novembre 2014, con 1.200 micro-cariche di esplosivo, il rudere viene raso al suolo in appena 12 secondi. Ma a dispetto dello spettacolo dell’abbattimento pesanoi costi per la demolizione. Il Comune, il 27 agosto 2014, aveva ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti una somma pari a 532mila 883,50 euro, di cui 188mila 425,60 euro soggetti a ribasso e oltre a 106mila 593,67 per la manodopera e 14mila 331,16 euro per gli oneri di sicurezza.La citazioneDetto ciò, tra incarichi e spese per i lavori, il Comune anticipa 427mila 225,73 euro. Sono soldi che Saan deve liquidare all’amministrazione visto che l’ente ha agito in danno dell’azienda proprietaria del rudere. «Con le varie determinazioni comunali di pagamento è stato di volta in volta incaricato il servizio affari legali di quest’ente dell’attivazione di ogni procedura atta al recupero coattivo delle somme anticipate nei confronti del proprietario del cespite anche attivando se necessario ogni misura cautelarea garanzia del debito, quale sequestro conservativo di beni o quant’altro ritenuto necessario» si legge in una nota a firma dell’ufficio urbanistica del Comune. I tentativi di recuperare i soldi si rivelano sempre e comunque vani. Tant’è che ieri il Comune di Vico Equense decide di “minacciare” Saan: entro il prossimo 23 dicembre, dunque, la società di Masullo dovrà saldare il debito. Pena una causa in sede civile.Giù in 12 secondiE’ il 30 novembre 2014: con 1.200 microcariche esplosive, alle 13.31, viene abbattuto l’Ecomostro di Alimuri.

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