Gragnano. Si gioca tutto alle slot poi s’inventa una rapina

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Si gioca tutto alle slot poi s’inventa una rapina

Ha simulato una truffa ma è stato scoperto, denunciato un agricoltore originario di Gragnano ma residente a Frosinone. Dalla Ciociaria il 50enne era partito, poco prima di Natale, portando con se 2.500 euro in banconote di vario taglio. Alla famiglia aveva raccontato che, cercando sul web, aveva trovato un trattore utile per svolgere il proprio lavoro, a un prezzo interessante. Il mezzo era però nella sua città natale, ovvero a Gragnano. Quindi l’affare avrebbe dovuto chiuderlo sul posto, portando i soldi, stipulare il contratto e acquistare l’agognato trattore. Senza perdersi d’animo, il 50enne ha raggiunto la città della pasta e dopo un giro di perlustrazione, un saluto a parenti e amici si era poi portato sul luogo del presunto appuntamento con i venditori. A quel punto lo scambio non era avvenuto ma i soldi erano spariti. Senza pensarci su l’agricoltore venuto dal Lazio ha raggiunto la caserma dei carabinieri e, quasi sotto choc, ha raccontato la sua versione dei fatti agli inquirenti. «Mi hanno dato appuntamento vicino al cimitero, erano in due uno giovane e uno più anziano. Una volta tirati fuori i soldi, 2.500 euro in contanti, così come mi era stato richiesto, sono poi scappati via. Io ero venuto a Gragnano per acquistare un trattore che questi signori avevano postato su un sito web, a un prezzo conveniente per me. Vivo a Frosinone ma sono nato e cresciuto qui, quindi mi sono fidato di quelli che avevo considerato ex concittadini». Al racconto sono stati aggiunti una serie di particolari che, ovviamente, sono stati tutti accertati durante le fasi investigative. Denuncia alla mano l’uomo, presumibilmente vittima di un raggiro, è salito in auto ed è ritornato a casa. Ma prima di lasciare la città della pasta, l’agricoltore è ritornato in alcuni bar e negozi che aveva visitato la mattina prima della truffa. Un strano sopralluogo, che verrà poi rivelato dai titolari delle attività agli investigatori. «Ha chiesto se ci fossero telecamere». Sì perché proprio gli occhi elettronici sono serviti ai militari per risalire all’autore principale della truffa: proprio l’agricoltore. In effetti, il 50enne aveva deciso di fare una gita fuori porta e allontanarsi dal suo paese dove, in tanti, ben conoscono la patologia dell’uomo.

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