Sant’Antonio Abate. Incubo al Buonconsiglio «Qui si muore di cancro»

Elena Pontoriero,  

Sant’Antonio Abate. Incubo al Buonconsiglio «Qui si muore di cancro»

Nel confessionale della chiesa del Buonconsiglio sono state raccolte testimonianze allarmanti. Al mea culpa si è aggiunta la paura dei fedeli di poter ammalarsi di cancro. Una condanna a morte che ha colpito, almeno nell’ultimo anno, una decina di residenti del piccolo quartiere. Due dei quali deceduti negli ultimi giorni. A cercare una causa, per quanto sia possibile, e un aiuto concreto è don Ciro Alfano, responsabile della parrocchia del Buonconsiglio. «Una casistica che comincia a preoccupare, qui si muore di cancro – ribadisce il sacerdote – Parliamo di un’aria ridotta, di un quartiere piccolo eppure in un anno sono venuto a conoscenza di almeno una decina di casi di fedeli che hanno scoperto di avere un tumore. Un nemico silenzioso che è stato scoperto, purtroppo, in fase avanzata poiché fino al momento della drammatica comunicazione da parte dei medici, nessun sintomo si era palesato tanto da poter far scattare il campanello d’allarme. Soltanto a seguito di accertamenti di routine si è appresa la triste notizia. E’ una malattia che distrugge non soltanto la persona che ne viene colpita ma l’intera famiglia, e in questo caso l’intera comunità. Siamo davvero in ansia, aiutateci». Un cambio di rotta repentino per chi fino al giorno precedente sapeva di essere sano. Poi l’inizio della battaglia per sconfiggere il cancro, che nel quartiere del Buonconsiglio, ai confini con il Comune di Angri, si è manifestato in diverse forme, attaccando diversi organi interni. Dai polmoni al cervello.

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