Torre del Greco, pattumiera del Vesuvio a Leopardi: rivolta social contro il sindaco

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, pattumiera del Vesuvio a Leopardi: rivolta social contro il sindaco

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Torre del Greco. Non è la prima volta. Anzi. In tema di rifiuti, al Comune sono esperti con i giochi di parole. Basti pensare alle isole ecologiche volute dall’ex sindaco Ciro Borriello: davanti alle «obiezioni» dell’Asl Napoli 3 Sud si trasformarono – senza cambiare nulla, se non il nome – in stazioni ecopunti. Passando dallo storico leader del centrodestra di Torre del Greco al suo successore Giovanni Palomba, il copione resta lo stesso: così – subissato dalle critiche per la riapertura della pattumiera del Vesuvio a Leopardi – il mobiliere di via monsignor Felice Romano prova a giustificare la decisione di portare umido e ingombranti nelle ex cave di villa Inglese con l’istituzione di un «semplice» sito di trasferenza. «Niente stoccaggio, nessuna discarica», si difende il primo cittadino in una nota diffusa attraverso i social. Certo, ma il risultato non cambia: a partire da oggi, ogni notte i camion della ditta Buttol – il colosso ambientale scelto direttamente dal sindaco dopo una mini-gara già finita sotto i riflettori del Tar Campania – percorreranno viale Europa e porteranno quintali di umido a Leopardi.

La rivolta social

Il disperato tentativo di difesa del leader della carovana del buongoverno con il passare delle ore si è rivelato un autogol. Perché, stavolta, il popolo della rete – esasperato da otto mesi di crisi Nu – non si è lasciato abbindolare dalle parole del «sindaco buonista». Così, sotto il post pubblicato sulla bacheca Facebook di Giovanni Palomba, sono spuntati decine di commenti pubblicati da internauti pronti a sottolineare l’ennesima presa in giro della squadra di governo cittadino uscita vincitrice dal ballottaggio del 24 giugno 2018. Un’assoluta novità per Giovanni Palomba, fino a oggi – a dispetto dei disastrosi risultati della sua coalizione – sempre salutato con simpatia, in particolare via social: «Discorsi campati in aria e noi a subire le conseguenze», attacca qualcuno. «La città è tutta una discarica: autorizzata o meno, non cambia nulla», incalza un avversario politico. «Le strade sono indecenti, non si può camminare neanche a piedi perché la spazzatura è ovunque. I soldi delle tasse dove vanno a finire? Basta prese in giro», conclude una residente del quartiere Leopardi. Veleni «virtuali» a cui si aggiungono gli affondi politici. Dopo le perplessità esternate da alcuni esponenti della stessa maggioranza di palazzo Baronale – in primis, Salvatore Gargiulo e Michele Langella –  tocca all’opposizione affondare il coltello nel burro della coalizione.

L’attacco di Leu

A rompere il silenzio sono stati gli esponenti di Liberi e Uguali: «Ci batteremo insieme alla cittadinanza e a tutti i movimenti e partiti – spiegano in una nota Anita Sala e Ivan Marcello Severino – affinché la nuova ditta Buttol non scarichi i rifiuti nella zona Leopardi che con le sue abitazioni, le scuole e centro storico non ha una distanza idonea per sopportare l’inquinamento atmosferico e maleodorante prodotto dai rifiuti». Non solo, gli esponenti di Leu aprono un secondo fronte: «Ultima chicca: il 13 marzo in Regione ci sarà una conferenza dei servizi per esaminare la richiesta dei Fratelli Balsano di aumentare il volume dei rifiuti da trattare – ricordano – Chiediamo al sindaco la posizione dell’amministrazione comunale in merito alla richiesta dei Fratelli Balsamo e il ritiro dell’ordinanza per il conferimento dei rifiuti organici e ingombranti presso l’Edil Cava Santa Maria la Bruna».

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