Torre del Greco, i “corvi” sul business rifiuti: «Soldi per cambiare ditta della Nu»

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, i “corvi” sul business rifiuti: «Soldi per cambiare ditta della Nu»

Salerno. Tenta di sgozzarsi davanti albero di Natale: è grave
Intervista a Don Alfonso. Le ricette per salvare l?ambiente e la salute

Torre del Greco. Nuove ombre si allungano sul business-rifiuti in città. Neanche il tempo di chiudere la questione legata alle condizioni igienico-sanitarie dei centri di raccolta dei rifiuti – liberate e bonificate diverse isole ecologiche, a partire dall’ecopunto realizzato a due passi dall’istituto comprensivo Giampietro-Romano – e si apre l’ennesimo fronte della guerra infinita sulla gestione del settore Nu all’ombra del Vesuvio. A scrivere la prima pagina del nuovo capitolo della «monnezza connection» già costata l’arresto all’ex sindaco Ciro Borriello, i soliti corvi di palazzo Baronale. Pronti a fare arrivare in municipio una lettera anonima in cui vengono snocciolati i presunti retroscena alla base della «staffetta» tra il consorzio Gema – vincitore della gara d’appalto promossa dal Comune – e la ditta Buttol, il colosso ambientale scelto direttamente dal sindaco Giovanni Palomba attraverso una procedura già finita al centro di polemiche e proteste sollevate dall’opposizione in consiglio comunale.

La missiva al leader del M5S

A una settimana esatta dalla misteriosa scomparsa dei registri della commissione alla pubblica istruzione e della commissione alla trasparenza, il consigliere comunale Vincenzo Salerno – capogruppo del M5S a palazzo Baronale – si è ritrovato involontario «protagonista» di un secondo giallo, non a caso il colore dei pentastellati. Perché proprio al grillino alla prima esperienza in municipio è arrivata la missiva capace di scatenare ulteriori fibrillazioni in municipio: all’interno della lettera – rigorosamente anonima – sarebbero stati riportati i «passaggi salienti» dell’estenuante procedura conclusa con l’affidamento del servizio di igiene urbana alla ditta Buttol, con nomi e cifre del presunto «affare». Sì, perché il corvo di palazzo Baronale avrebbe ipotizzato un giro di soldi da 50.000 euro e indicato il nome di un politico particolarmente interessato – al punto da coinvolgere due colleghi – al felice esito del passaggio di cantiere. Non solo, sempre all’interno della lettera anonima vengono ventilare presunte pressioni sul sindaco per scaricare il consorzio Gema.

La denuncia ai carabinieri

Ovviamente, l’esponente del M5S – una volta appreso il contenuto della missiva – non ha perso tempo: in meno di due ore la lettera è stata portata ai carabinieri della caserma Dante Iovino per gli accertamenti del caso e non è esclusa l’apertura di un’inchiesta per risalire all’identità del corvo e all’eventuale veridicità delle accuse messe nero su bianco. Accuse capaci di alimentare preoccupazioni e ansie all’interno della maggioranza, ma non di scalfire la serenità del sindaco Giovanni Palomba. D’altronde, il primo cittadino ha sempre sottolineato di avere notiziato le autorità competenti su qualsiasi procedura relativa al settore Nu. Con buona pace del fango lanciato oggi dai corvi sul Comune.

©riproduzione riservata

CRONACA