Voto di scambio a Torre del Greco, l’inchiesta regge davanti al Riesame: niente sconti a due ex netturbini

Alberto Dortucci,  

Voto di scambio a Torre del Greco, l’inchiesta regge davanti al Riesame: niente sconti a due ex netturbini

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Torre del Greco. L’inchiesta sullo scandalo del voto di scambio alle elezioni del 2018 all’ombra del Vesuvio «regge» il primo urto del Riesame di Napoli. I giudici del tribunale della libertà hanno, infatti, respinto le istanze presentate dagli avvocati di Giuseppe Mercedulo e Andreina Vivace – il primo recluso dietro le sbarre del carcere di Poggioreale, la seconda finita agli arresti domiciliari – i due netturbini-precari accusati di fare parte della «falange armata» guidata da Giovanni Massella e dal figlio Ciro Massella. Un’ipotesi costruita dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli in 10 mesi di indagini e ora «blindata» dal verdetto del Riesame. D’altronde, secondo il gip Antonio Fiorentino del tribunale di Torre Annunziata, si tratta di due figure-chiave dell’inchiesta: Giuseppe Mercedulo – già condannato per resistenza a pubblico ufficiale e a processo per stalking – deve rispondere delle «frenetiche attività» per pilotare il voto degli elettori e della detenzione illegale di una pistola, mentre Andreina Vivace viene ritenuta tra le più attive del gruppo. La decisione del Riesame di Napoli risulta, dunque, particolarmente significativa perché – all’inizio della prossima settimana – i giudici del tribunale della libertà si dovranno pronunciare sugli indagati «eccellenti» dell’inchiesta: l’ex assessore Simone Onofrio Magliacano – ritenuto il «regista» dell’intera operazione – e Stefano Abilitato, il consigliere comunale costretto a rassegnare le dimissioni dopo lo scoppio dello scandalo. Entrambi i politici si trovano agli arresti domiciliari e puntano – attraverso le istanze presentate dai rispettivi legali, l’avvocato Romeo Del Giudice e l’avvocato Francesco Maria Morelli – a dimostrare l’insussistenza delle esigenze cautelari. Successivamente toccherà ai restanti indagati, a partire da Domenico Pesce – titolare di fatto del Centro Onlus nonché sponsor politico del sindaco Giovanni Palomba – e Ciro Piccirillo, il consigliere comunale accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale. Per il poliziotto eletto con la lista civica La Svolta il prefetto di Napoli ha già chiesto la sospensione dal consiglio comunale. La seduta dell’assise per la surroga è in programma giovedì 18 aprile: al posto di Ciro Piccirillo entrerà Maria Orlando, prima dei non eletti della lista civica La Svolta.

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