Terzigno. Scia di sangue sull’asfalto, motociclista in ospedale

Andrea Ripa,  

Terzigno. Scia di sangue sull’asfalto, motociclista in ospedale

Sono da poco passate le 12 e su corso Alessandro Volta, un rettilineo d’asfalto che collega la periferia di Terzigno con la vicina Boscoreale, ci sono poche auto. Gli uffici sono chiusi e i negozi stanno abbassando le serrande. Lo stridio di una frenata e il rombo di una moto scuotono il quartiere di periferia del piccolo comune vesuviano.Subito dopo il rumore di uno schianto e di vetri frantumati, seguiti da un urlo di dolore. Sull’asfalto rovente c’è un ragazzo, avrà sui 30 anni, che urla in preda al dolore. Poco più avanti un’auto, una Peugeot 308, con le 4 frecce accese e il cofano parzialmente distrutto. Sul luogo dell’incidente, oltre a un folla di curiosi pronto a soccorrere il centauro ferito, arrivano le auto dei carabinieri della locale stazione, agli ordini del maresciallo Adolfo Montagnaro, e gli agenti della polizia municipale. La sirena di un’ambulanza si fa spazio tra le auto in coda, mentre i militari transennano la strada, chiudendo il traffico alle auto in coda. Il motociclista rimasto ferito – che aveva ritirato quella moto di grossa cilindrata, ora ridotta a un cumulo di ferraglia, soltanto pochi giorni fa – viene caricato su una barella e trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli. Non è in gravi condizioni, ma dovrà restare sotto il controllo dei medici del nosocomio partenopeo per altri due giorni. Almeno. Sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti nelle prossime ore. Mentre l’ambulanza fugge via verso l’autostrada, gli inquirenti effettuano rilievi e raccolgono prove utili a ricostruire la dinamica di un impatto che, secondo quanto raccontato da alcuni residenti che hanno assistito alla scena, è stato terribile. Toccherà alle forze dell’ordine accertare eventuali responsabilità di parte. «Qui si corre troppo», dicono i residenti di corso Volta. «Molti sono morti su questa strada, soltanto la fortuna ha voluto che oggi non finisce in tragedia. Preghiamo per il ragazzo ferito».

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