Botti, sequestri da Nord a Sud e aumentano divieti nelle città

Redazione,  

Botti, sequestri da Nord a Sud e aumentano divieti nelle città

Proseguono serrati i controlli di botti, candelotti e fuochi d’artificio in vista della notte di Capodanno. E aumenta il numero dei sindaci che hanno disposto ordinanze per vietarne l’utilizzo di materiale pirotecnico che lo scorso anno, durante la notte di San Silvestro, hanno provocato 216 feriti, tra cui 13 gravi e 41 minorenni. Mentre animalisti e ambientalisti ne ricordano anche i danni per gli animali e l’ambiente. Nelle ultime ore, le operazioni più importanti hanno visto il sequestro di 740 chili di botti da parte della Guardia di Finanza di Milano, che ha denunciato tre uomini e ne ha arrestato un quarto. Mentre la Guardia di Finanza di Roma ha scoperto oltre 1.500 chili di botti illegali provenienti da una rivendita gestita da un cinese.

A Spoleto sono stati sequestrati 25 chili di petardi mentre a Napoli è stato fermato un uomo che viaggiava su un’auto con 50 chili di botti illegali, acquistati tramite i social network. Interventi che si sommano a quelli dei giorni scorsi. Petardi, fontanelle e bengala, però, possono rappresentare un rischio anche se non di provenienza illegale. Basta, infatti, una distrazione a provocare danni che sono “simili a quelli provocati da materiale bellico”, spiega Giorgio Pajardi, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia della mano dell’ Ospedale San Giuseppe di Milano. In caso di incidenti “vengono danneggiati soprattutto mani, volto, occhi e udito. Per quanto riguarda la mano – aggiunge – l’evento più ricorrente è un trauma da proiettile: i tessuti si bruciano, coinvolgendo ossa, tendini, nervi”. Anche se le ricostruzioni chirurgiche oggi possano fare molto, “queste lesioni a volte sono irreversibili”. E per sensibilizzare sul tema arriva la campagna dell’ Associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, fondata a Napoli dal medico di pronto soccorso Manuel Ruggiero. “Prima di accendere quel fuoco d’artificio conta fino a 10, quando le dita sono ancora tutte. Noi a te ci teniamo un botto e… se sprechi le tue mani non avrai un domani”, dice lo slogan. Tradizione irrinunciabile per molti, i botti di Capodanno rappresentano anche un rischio per gli animali, domestici e selvatici. Migliaia ne rimangono feriti in modo diretto, altri come uccelli, cani e gatti perdono il senso dell’orientamento a causa dello spavento, e rischiano la vita per mettersi in fuga. Senza dimenticare i danni per l’inquinamento dell’ambiente, osserva il Wwf in una nota.

“Va considerata l’enorme quantità di rifiuti generati dai fuochi, soprattutto per quelli detonati in mare. L’alluminio, a contatto con l’acqua salata del mare, può modificarsi e rilasciare sostanze nocive”. Per questo cresce il numero di città che, da Nord a Sud, hanno deciso quest’anno di vietarne l’utilizzo. Nel 2017 a lasciare Roma senza botti era stata la sindaca Virginia Raggi. Tantissime le città che li metteranno off limits quest’anno, sostituendoli con concerti in piazza e giochi di luce: da Parma a Catania, da Fermo a Pescara e ancora, tra le tante, La Spezia, Sulmona, Aosta, Terni, Pistoia. A Firenze, niente botti e vetro ‘zero’ in area Unesco. Ordinanza anti-botti anche a Palermo. Decisioni che vedono il plauso delle associazioni ambientaliste e degli animalisti, dalla Lipu all’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (Enpa). “Vietarli è un gesto di civiltà e di responsabilità” ma le ordinanze, osserva Ilaria Innocenti, responsabile Area Animali Familiari della Lega Antivivisezione (Lav) “vengono emanate troppo tardi e non sono lo strumento ideale”.

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