Torre del Greco, la nomina del dirigente del Comune finisce in tribunale

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, la nomina del dirigente del Comune finisce in tribunale

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Torre del Greco. Si allunga di un nuovo ricorso la storia infinita delle nomine da dirigente a tempo determinato decise a cavallo tra il dicembre 2018 e il gennaio 2019. In attesa di conoscere le future mosse del sindaco Giovanni Palomba sull’incarico di capo del settore affari legali dell’ente di palazzo Baronale – le dimissioni presentate dall’avvocato Antonioluigi Iacomino sono diventate irrevocabili da metà dicembre – l’amministrazione comunale si dovrà difendere davanti al giudice del lavoro di Torre Annunziata dai ricorsi presentati da due «esclusi eccellenti» dalla corsa alla guida del settore Urbanistica del municipio.

Una corsa «vinta» dall’ingegnere Generoso Serpico, ma contestata dall’architetto Maria Sollo – storica colonna dell’ufficio tecnico del complesso La Salle – e dall’ingegnere Mario Pontillo, in passato «promosso» dall’ex sindaco Ciro Borriello e oggi in pensione. In particolare, a finire sotto i riflettori dei due professionisti il limite di 65 anni previsto dall’avviso pubblico promosso da Giovanni Palomba & company: un limite – la tesi sostenuta dai due ricorrenti – capace di tagliare fuori dai giochi gli unici «pretendenti al ruolo» già in organico.

La questione era stata inizialmente sottoposta all’attenzione del Tar Campania, ma i giudici del tribunale amministrativo regionale di Napoli hanno rinviato qualsiasi decisione al giudice del lavoro di Torre Annunziata. Chiamato a valutare le richieste di risarcimento avanzate dalle «vittime» del concorso per il mancato incasso degli stipendi da dirigente e per i danni all’immagine provocati dal mancato riconoscimento. «Tale ricorso ha a oggetto una materia delicatissima – la tesi del dirigente pro-tempore del settore avvocatura – mirando a ottenere la declaratoria di illegittimità della procedura di reclutamento di figura dirigenziali indetta dal capo dell’amministrazione comunale, avvalendosi di un potere codificato».

Di qui, la decisione delle giunta guidata dallo storico figlioccio della Dc di resistere in giudizio e di affidare la difesa dell’ente di palazzo Baronale a un legale esterno: toccherà all’avvocato Giovanni Coronella del foro di Napoli provare – dietro compenso di 2.000 euro – a fronteggiare i ricorsi presentati dall’architetto Maria Sollo e dall’ingegnere Mario Pontillo. Il primo round è fissato davanti al giudice Antonella Paparo a fine mese, quando si aprirà l’ennesimo capitolo della grana-ricorsi per le nomine dei dirigenti.

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