Torre del Greco, gli «alfieri» di Palomba sfidano il Pd: «Cercano alternative? Prima mollino le poltrone»
CRONACA, POLITICA, TORRE DEL GRECO
21 gennaio 2020

Torre del Greco, gli «alfieri» di Palomba sfidano il Pd: «Cercano alternative? Prima mollino le poltrone»

Alberto Dortucci

Torre del Greco. «Se il Pd ritiene necessario creare un’alternativa all’attuale squadra di governo cittadino, avvisasse in tempo il consigliere regionale Loredana Raia e i suoi simpatizzanti presenti in maggioranza: così tutti gli alleati del sindaco Giovanni Palomba si potranno regolare di conseguenza». Non si nascondono dietro un dito, Pasquale Brancaccio e Luigi Caldarola. Anzi. Alla vigilia degli «stati generali del centrosinistra» convocati dal segretario cittadino dei dem Salvatore Romano – l’appuntamento è fissato per giovedì 23 gennaio all’interno della sede di via Circumvallazione – i due «alfieri» dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio non perdono l’occasione per stigmatizzare l’ondivago atteggiamento dei vertici locali del Pd.

Pronti prima a incassare nomine e poltrone a palazzo Baronale – in primis, la carica di presidente dell’organo di controllo di gestione attribuita a Mario Altiero e l’incarico di collaboratore del settore ambiente riconosciuto a Catello Esposito – e poi a contestare l’operato della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018. «Abbiamo appreso con meraviglia la notizia dell’iniziativa promossa dal segretario cittadino del Pd – la stoccata del politico-ultrà e del soldato di via Lamaria – perché eravamo convinti di avere diversi «simpatizzanti» dei dem all’interno della nostra coalizione».

Chiaro il riferimento alla coppia di avvocati formata da Gaetano Frulio e Luisa Liguoro – entrambi legati a Luigi Mennella, il delfino del consigliere regionale Mario Casillo storicamente a caccia di una candidatura a sindaco – nonché alla dissidente Iolanda Mennella, la partner elettorale dell’ex capo dell’assise Felice Gaglione vicina a Loredana Raia. «Il primo passo per costruire un’alternativa – sottolinea Pasquale Brancaccio – sarebbe la rinuncia a tutte le posizioni politiche portate a casa in 18 mesi. Altrimenti, siamo davanti alle solite chiacchiere da bar». Parole pesanti come macigni, su cui Luigi Caldarola piazza un ulteriore carico da Novanta: «Se l’alternativa a Giovanni Palomba deve essere costruita da chi non è riuscito neanche a presentare la lista in occasione dell’ultima tornata elettorale – l’affondo del fedelissimo del vice coordinatore di Forza Italia in Campania, Severino Nappi – allora il sindaco può dormire sonni tranquilli: governerà Torre del Greco per 10 anni».

Insomma, gli «stati generali del centrosinistra» rischiano di provocare un vero e proprio strappo all’interno della variegata coalizione di palazzo Baronale. E non solo. Perché la riunione voluta da Salvatore Romano – espressione del gruppo guidato da Lorenzo Porzio, ex vicesindaco di Gennaro Malinconico e braccio destro del consigliere regionale Gianluca Daniele – avrebbe scatenato qualche «fibrillazione» all’interno dello stesso Pd di Torre del Greco. Perché non tutti, evidentemente, sono convinti della necessità di prendere le distanze dall’amministrazione comunale proprio a qualche mese dall’avvio della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali.

Non a caso, a inizio gennaio, i consiglieri regionali Loredana Raia e Mario Casillo avevano fatto a gara per comparire in prima fila – insieme al governatore Vincenzo De Luca e al sindaco Giovanni Palomba – al taglio del nastro del nuovo centro per l’autismo inaugurato all’ospedale Agostino Maresca. Una «tregua per il voto» ora messa a rischio dagli «stati generali del centrosinistra» capaci già di alimentare malumori e polemiche a palazzo Baronale.

©riproduzione riservata