La favola spezzata di Lia, muore la bimba-modella

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La favola spezzata di Lia, muore la bimba-modella

Ci sono sorrisi che difficilmente si dimenticano. Quello di Lilia era uno di quelli. Due occhi grandi e un sorriso contagioso. L’allegria e una dose di ottimismo da fare invidia a tutti. Tanta la voglia di diventare grande. Di essere una bimba come le altre. Nemmeno quella carrozzina, sulla quale era costretta a vivere, aveva mai rappresentato un ostacolo. Anzi. Era diventata il suo punto di forza.  Ma il destino, per lei, ha voluto altro. Ha riservato un finale inaspettato. Tragico ed inaccettabile. Perchè di fronte alla morte di una piccola di appena sette anni non ci potrà mai essere rassegnazione. Lilia era diventata un esempio per una città intera. Una piccola mascotte ma martedì sera il suo sorriso si è spento per sempre. Una crisi respiratoria dalla quale non è riuscita a riprendersi. I suoi occhi si sono chiusi sotto le urla strazianti di mamma e papà. La loro piccola guerriera è volata in cielo. Per sempre. Troppo presto. Ieri pomeriggio nella chiesa di San Francesco, in piazza Municipio l’ultimo saluto tra una folla di persone che hanno voluto esserci. Perchè Lilia non era una bimba come le altre, ma una piccola speciale. Costretta a vivere la sua vita su una carrozzina a causa di una disabilità, ma lei non si era mai arresa. Anzi. Era diventata la mascotte della città: era diventata il volto di una delle manifestazioni che da qualche anno porta in passerella ragazze che hanno disabilità. Quando era stata coinvolta nelle sfilate in carrozzella di “No Limits” delle sorelle Auriemma non ci aveva pensato due volte. Ed è quella immagine, l’ultima, a rimbalzare sui social in una catena di messaggi di vicinanza ai familiari. Lilia indossava un abito rosa e la coroncina di roselline tra i capelli. Una piccola principessa. Proprio come nelle favole. Timida, sfilava. L’imbarazzo al debutto, poi il sorriso e la felicità man mano che percorreva quella passerella emozionandosi ed emozionando. Un fiume di applausi per quel giorno speciale, e un fiume di applausi anche nel giorno dell’addio. «Ottaviano è sconvolta – spiega il sindaco Luca Capasso – per la dipartita della piccola Lilia, una bambina che ha imparato presto a lottare per difendere la sua vita fragile e che è volata in cielo, provocando in noi un dolore profondo. Lilia era la mascotte del  #nolimits, l’evento che da Ottaviano lancia a tutti un messaggio di solidarietà e inclusione sulla disabilità. Lilia era dentro il cuore di ognuno di noi. Come amministrazione comunale e come cittadini di Ottaviano siamo vicini alla famiglia, colpita da questo lutto terribile. Abbracciamo forte la mamma e il papà: troveremo il modo di ricordare questa splendida bambina che ci ha lasciato troppo presto». Una storia che ha commosso tutta la città dove Lilia viveva. Restano solo gli scatti di un piccolo grande sogno realizzato: modella per un giorno, mettendo da parte la sua disabilità, cancellando i limiti della sua malattia. «Era la nostra mascotte – commentano – era una bambina piena di vita, a solo sette anni era riuscita ad insegnarci tanto».

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