Poggiomarino, la maledizione delle caldaie: bambini lasciati al freddo

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Poggiomarino, la maledizione delle caldaie: bambini lasciati al freddo

Gestire i riscaldamenti delle scuole comunali per l’amministrazione guidata dal sindaco Annunziata sembra essere diventata una missione più difficile del previsto. La maledizione delle caldaie s’abbatte sulla squadra di governo a guida dem, nuovamente nella bufera a causa del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento installato in una delle scuole della città. Dopo la rivolta di mamme e studenti dell’istituto Giovanni Falcone, che costrinse gli amministratori a una vera e propria corsa contro il tempo per garantire agli alunni di evitare di far lezione con le coperte sulle gambe, scoppia il caso all’interno del plesso Miranda, la scuola elementare di via Giovanni Iervolino.Ieri mattina i bambini della colorata struttura a ridosso del centro storico hanno fatto lezione al freddo. Anche se qualcuno all’esterno della struttura racconta di «disagi che vanno avanti da giorni». Al di là della durata dell’emergenza, resta l’ennesima patata bollente da gestire per i funzionari del municipio di piazza De Marinis, nuovamente indaffarati per risolvere quella che è soltanto l’ultima grana di un 2020 che ha regalato poche gioie.Ieri l’ennesima giornata di tensione, numerose mamme hanno chiesto alle insegnanti di farsi sentire per una situazione non più tollerabile. «Non è possibile accettare che i nostri bambini, che sono piccoli, facciano lezione al freddo».E ancora una volta da palazzo di città è cominciata l’ennesima corsa ai ripari. Un piano per la manutenzione dei termosifoni fuori uso è pronto a essere messo in campo. Funzionari e tecnici dell’Ente di piazza De Marinis assicurano la risoluzione della problematica in tempi rapidi. Al vaglio dell’amministrazione, visti i problemi riscontrati, oltre che al plesso Miranda, anche alla scuola media, ci sarebbe anche un programma destinato a una riqualificazione di tutti le centraline per il riscaldamento installate in tutti gli edifici scolastici di competenza comunale.Il caos della scuola FalconeNeanche due settimane fa il caso scoppiato all’interno della scuola media Giovanni Falcone, finita al centro delle polemiche per il malfunzionamento della caldaia. Per circa una settimana – nell’attesa che dal Comune partisse un provvedimento urgente per la riparazione dei guasti scoppiati durante le festività natalizie – gli studenti hanno fatto lezione al freddo. In classe con i giubbotti e con i plaid sulle gambe per “sopportare” le basse temperature.Un’emergenza portata avanti per troppi giorni, anche dopoché s’era provveduto alla riparazione dell’impianto di riscaldamento generale dell’istituto scolastico. Perché dopo aver aggiustato la caldaia, nessuno in Comune s’era accorto che il gasolio all’interno dei termosifoni era terminato. Così dopo qualche giorno di tregua per gli studenti della Falcone è scoppiato un nuovo caos, tensioni perdurate fino a quando da palazzo di città non è partito un nuovo provvedimento: stavolta destinato a “ricaricare” di gasolio i termosifoni rimasti fuori uso. I disagi di alcune settimane all’interno della Falcone avrebbero dovuto far risuonare un campanello d’allarme in municipio, la nuova emergenza freddo che stavolta ha riguardato il plesso Miranda è il segnale quelle proteste non hanno insegnato nulla.

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