Boscoreale «Le cartelle esattoriali sono intimidazioni»

Pasquale Malvone,  

Boscoreale «Le cartelle esattoriali sono intimidazioni»

Canone di occupazione suolo e aree pubbliche: illegittime le intimazioni di pagamento inviate dalla Creset. A sostenerlo l’ex assessore Gennaro Langella che interviene in qualità di delegato di Federaziende e annuncia una battaglia legale a difesa dei contribuenti.La querelle sorgerebbe per la tassa Cosap relativa all’anno 2014 non ancora versata e che è andata in prescrizione a partire dal primo gennaio 2020. La Creset, concessionaria della riscossione dei tributi per il comune di Boscoreale, ha agito sul filo del rasoio, notificando a mezzo posta centinaia e centinaia di intimazioni il 31 dicembre, termine ultimo per evitare la prescrizione. Ed è qui che, secondo Langella, ci sarebbero tutti i presupposti per far scattare un contenzioso a difesa del cittadino.

La querelle

In primis, «si tratterebbe in buona parte di pretese basate su atti o presupposti illegittimi, tra cui atti prescritti, richieste nei confronti di persone decedute, tassazione di passi carrabili a raso». Ma per Langella è solo un aspetto marginale rispetto al nocciolo del problema.«Poiché tutte le intimazioni notificate nel mese di gennaio 2020 sono da ritenersi prive di efficacia in quanto prescritti, nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto, il termine ultimo per la notifica degli stessi per l’anno 2014 era il 31 dicembre 2019». Una notifica «last minute» del tutto legittima secondo i vertici della Creset, stando a quanto riferito da alcuni cittadini che avevano protestato.«E’ stato risposto citando una sentenza della Corte Costituzionale del 2002, secondo cui la notifica si è perfezionata nell’istante avviene la consegna all’ufficio postale. Quindi, a loro dire – spiega l’ex assessore -, le pretese sono legittime e i cittadini devono pagare quanto richiesto. Ma non è assolutamente vero».

La tesi difensiva

Per il delegato cittadino di Federaziende è stato compiuto un atto illegittimo «La Creset, infatti, dimentica di citare un’ulteriore sentenza della Corte di Cassazione del 2015, la quale chiarisce che la notifica perfezionata al momento della consegna all’ufficio postale – dichiara – è valida solo per gli atti giudiziari e non certo per le intimazioni di pagamento che sono per loro natura atti amministrativi».In buona sostanza, ci sarebbero tutti i presupposto per avviare una «class action» e impugnare le intimazioni, in quanto «si stanno ledendo i diritti dei cittadini e degli imprenditori boschesi c che sono sempre più tartassati». Per questa ragione la delegazione dell’Area Vesuviana di Federaziende ha deciso di scendere in campo. «Metteremo a disposizione un legale per assistere in maniera del tutto gratuita, salvo il pagamento del contributo unificato previsto dalla legge, tutti coloro che vorranno costituirsi in giudizio contro la Creset Spa. Chi vuole ricevere maggiori dettagli – conclude Langella – può recarsi alla sede di zona presso lo studio Langella di via Passanti Flocco».Si ricorda che il comune ha approvato la rateizzazione dei pagamenti applicabile ai debiti di natura tributaria e in genere agli avvisi di accertamento relativi a più annualità o una sola, e a ingiunzioni fiscali o analoghi strumenti di riscossione coattiva diretta.

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