Truffa SylvaMala, l’agente di viaggi di Trecase si difende ma tace sui 300mila euro

Salvatore Piro,  

Truffa SylvaMala, l’agente di viaggi di Trecase si difende ma tace sui 300mila euro

“Ero all’estero, ma non a Dubai. Sul mio conto sono state dette cose false e assurde. A partire dai debiti che avrei contratto con le banche. Io non ho mai avuto debiti. Per me, ora, parleranno gli avvocati. La prima cosa che ho fatto quando ho rimesso piede a Trecase? Telefonare alla mia famiglia per dirle che stavo bene. Subito dopo sono andato dai carabinieri. Il resto si valuterà nelle sedi opportune”. Ha la voce bassa e il volto stanco. Il fisico, invece, non è cambiato. Appare in forma, asciutto. Da maratoneta consumato. E’ la voce a risuonare fioca, la mente ad apparire logora. Ma è comunque disposto a un’intervista Renato Scognamiglio, il 52enne titolare dell’agenzia “SylvaMala – Viaggi e Turismo”. Metropolis ha provato in tutti i modi a rintracciarlo e infine, ieri mattina, lo ha scovato in pieno centro a Trecase. Dopo diversi e vani tentativi al cellulare: sempre spento. Nessuna risposta anche al citofono di casa. Renato Scognamiglio era irreperibile dallo scorso 23 dicembre, giorno in cui la madre ne denunciò la scomparsa ai carabinieri. A quella denuncia hanno fatto seguito 7 querele, firmate da altrettanti clienti dell’agenzia gestita dall’imprenditore in via Nuova Cirillo. Denunce poi trasferite dai carabinieri alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che a breve potrebbe aprire un fascicolo d’inchiesta per fare luce sul “giallo” della scomparsa di Renato Scognamiglio. L’imprenditore è accusato da diversi clienti “di essere scappato per un mese all’estero coi nostri soldi”. Gli chiediamo subito se la presunta truffa sia vera. Se è disposto “a restituire i soldi” che reclamano i denuncianti. “Per me, ora, parleranno gli avvocati. Certamente è stata scritta e ipotizzata una cifra, dai 100mila ai 300mila euro, davvero assurda” ribatte ancora. Anche se continua a non dire nulla sui soldi e su dove possano essere finiti. La scomparsa di Renato Scognamiglio sarebbe ricollegabile a una presunta truffa ordita ai danni di una cinquantina di persone. I presunti truffati accusano l’imprenditore di essersi dileguato nel nulla dopo aver incassato acconti dai mille ai tremila euro per viaggi all’estero, presumibilmente, mai davvero prenotati. L’agenzia “SylvaMala” di Trecase nel frattempo resta chiusa. Anche ieri, nonostante il ritorno in città del titolare, la serranda è rimasta abbassata. E fuori c’era il solito cartello con su impresso: “Chiuso per riserve”. “Una scritta consigliata dagli avvocati alla mia famiglia” confessa Renato Scognamiglio. Che incontriamo in centro, nei pressi di via Manzoni e della villetta comunale, dove due fratelli dell’imprenditore gestiscono un negozio di articoli per ferramenta. “Non è un fantasma. E’ lui. E’ tornato a Trecase” sussurra chi riesce a passargli accanto. Voce debole e montatura scura per due grossi, inconfondibili, occhiali da vista. Il look scelto certo non tradisce la voglia di nascondersi. Anzi. La pashmina al collo è fantasiosa. Il pantalone, quello no. E’ scuro. Ma abbinato a un giubbotto al contrario sgargiante. Di colore verde. Quello della speranza. Per un incubo, forse, da voler cancellare in tutta fretta. “Sono rientrato da alcuni giorni. Il tempo di notare la processione di curiosi che si affolla fuori alla mia agenzia” prosegue Renato Scognamiglio. Che avrebbe voglia di raccontare la sua verità. Vorrebbero però ascoltarla anche i presunti truffati. Chi lo ha denunciato, in città lo ha già visto e riconosciuto. E forse gli avrà pure detto: “Dammi indietro i soldi”. “La verità verrà fuori. Spero presto” ribatte l’imprenditore. Che sottolinea “di aver rimesso tutto nelle mani di due avvocati, un civilista e un penalista della zona” a tutela dell’immagine e della dignità. Il caso è finito pure sulla Rai, all’attenzione del programma tv Mi manda Raitre. Lo scorso 13 gennaio, nel corso della trasmissione, a parlare del “giallo” relativo alla scomparsa di Renato Scognamiglio è stata Ivana Jelinic, presidente di Fiavet Italia, la Federazione Associazioni Imprese Viaggi e Turismo: “L’agenzia SylvaMala non aveva i requisiti per operare sul mercato. Non era associata alla Federazione e non aveva costituito un fondo di garanzia a tutela dei clienti”. Questo il commento rilasciato dalla Jelinic. Molto probabilmente sarà lo stesso imprenditore a chiarire il “giallo”. I veri motivi di una scomparsa che ha sconvolto una città intera. Renato Scognamiglio, prima di chiudere con l’intervista, si congeda con una riflessione amara: “In questi giorni, anche sui social, sul mio conto ho letto di tutto. Pure qualche amico mi ha tradito”.

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