Boscoreale: Comune, rischio paralisi. Via il ragioniere capo

Pasquale Malvone,  

Boscoreale: Comune, rischio paralisi. Via il ragioniere capo

Senza ragioniere capo e senza segretaria generale: il Comune adesso è a rischio paralisi. Il sindaco Antonio Diplomatico è alle prese con una nuova emergenza legata al personale e questa volta non basterà l’ennesimo accorpamento dei settori. Dopo aver perso la segretaria generale, che ha colto nuove opportunità professionali in terra sicula, la pianta organica ha fatto registrare la defezione di un’altra figura apicale. Si tratta del dirigente Francesco Martellaro, lo storico tesoriere che ha gesti- to per anni le finanze comunali. A partire dal 3 febbraio, infatti, sarà ufficialmente un dipendente del comune di Scafati nell’ambito della mobilità volontaria. Oltre a essere responsabile della tesoreria, il dirigente era stato anche a capo del settore Patrimonio. Erano mesi, ormai, che Martellaro era stato “visto con la valigia in mano”, pronto a partire per una nuova avventura. Il primo segnale era arrivato con la nomina di un supervisore, Eugenio Piscino, chiamato a sovraintendere la gestione economica dei settori strategici del comune in qualità di supervisore. E’ chiaro che Martellaro se ne sia andato sbattendo la porta, cogliendo la prima opportunità che gli è capitata lungo il cammino. Troppi disguidi con l’amministrazione Diplomatico, che si sono acuiti proprio con l’arrivo del supervisore al quale, in attesa di altre nuove, toccherà a lui fare di necessità virtù.

Settore Patrimonio Se quello finanziario è in buone mani, resta da definire la gestione del settore Patrimonio, con tutte le incombenze che essa comporta. Si ricorda, infatti, che è in corso il via libera alla regolarizzazione dei nuclei familiari che occupano senza titolo gli alloggi comunali. Per Boscoreale, e in particolare per i due quartieri popolari del Piano Napoli, è una svolta senza precedenti perché tende una mano alle famiglie più bisognose. A quelle, in- somma, che hanno occupato abusivamente l’alloggio per necessità e che rischiavano fino a qualche tempo fa di trovarsi in mezzo ad una strada. Inoltre, l’ufficio patrimonio che conta appena una sola unità, si troverà a sbrigare anche le domande relative al bando di concessione per gli immobili che saranno liberati. Insomma, una bella grana rispetto alla quale non si intravede ancora la luce in fondo al tunnel.

L’esodo forzato Negli ultimi anni la pianta organica della macchina comunale si è andata via via inaridendo. Insomma, l’ente comunale sta invecchiando e rischia di andare incontro alla paralisi dei servizi primari. Gli uffici si stanno svuotando e ciò sta avvenendo in tutti i settori e categorie di impiego: dall’agente di polizia locale al messo comunale, dal dirigente al geometra. Il comune conta circa 130 dipendenti. Nel 2015 hanno staccato il biglietto per la pensione quattro colletti bianchi, tra cui due dirigenti, cinque nel 2016, tra cui un dirigente (servizi sociali e patrimonio), e solo uno nel 2017. Nel 2018, poi, altri cinque dipendenti, tra cui un dirigente (supporto amministrativo e affari generali). Nel 2019 altri sette, di cui ben tre ricoprivano il ruolo di capo settore: Salvatore Celentano all’urbanistica e polizia locale, Ciro D’Aquino supporto amministrativo e Giuseppina Celentano agli affari generali. Quest’anno, poi, sarà la volta di Raffaella Cirillo all’istruzione.

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