Il futuro procuratore di Torre Annunziata «18mila abusi edilizi ma solo 710 cancellati»

Giovanna Salvati,  

Il futuro procuratore di Torre Annunziata «18mila abusi edilizi ma solo 710 cancellati»

Manca solo il via libera del Consiglio Superiore della Magistratura ma sul suo nome non c’è più alcun dubbio: Nunzio Fragliasso sarà il nuovo capo della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nell’istituto superiore di Gragnano, per lui, diventa la prima uscita pubblica. Ma lui non si sbottona «non diciamo nulla, aspettiamo» replica a chi gli dà il benvenuto. Preferisce dribblare gli auguri, Fragliasso,  un po’ per scaramanzia e un po’ per timidezza, ma sopratutto per rispetto dell’iter ufficiale: bisogna infatti ancora attendere il plenum del Csm per conoscere se sarà  lui a raccogliere l’eredità lasciata da Alessandro Pennasilico. Attualmente a guidare la procura è  Pierpaolo Filippelli, per anni alla procura distrettuale antimafia di Napoli. Ieri, per la prima volta i due siedono allo stesso tavolo. Si stringono la mano. Poi gli interventi. Entrambi catturano il pubblico. Fragliasso concentra il suo intervento su uno dei temi importanti nella tutela dell’ambiente: il cancro dell’abusivismo edilizio.

«La difesa dell’ambiente è un problema che riguarda tutti – dice – dobbiamo renderci conto che, anche se sembra una frase fatta noi siamo l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo e questo ci dà l’idea di come l’ambiente non sia una cosa che è all’esterno di noi e va affidata a terzi ma noi ne siamo i primi responsabili». Fragliasso poi punta i riflettori sulla Costituzione, su come il tema ambiente non sia totalmente integrato  in termini normativi «si parla di paesaggio ma non di ambiente – spiega -nella Costituzione mancano riferimenti all’ambiente, manca un’affermazione di principio, uno strumento per chi prova a tutelare ogni giorno l’ambiente e per cambiare bisogna mettere in campo solo un’azione sinergica». Il procuratore in pectore sintetizza il metodo che passa necessariamente attraverso «la prevenzione, poi la repressione ed infine verso il ripristino ma la prevenzione è più importante perchè arrivare alla repressione significa che  il danno è già stato commesso». Dalle parole di Fragliasso spunta anche il dato choc «A Napoli sono stati emessi 18.837 provvedimenti ma ne sono stati eseguiti solo 710 è assurdo». E ancora «bisogna formare le coscienze, ricordare la necessità che nella scuola dell’obbligo si ripristini come materia dell’obbligo l’educazione ambientale solo così possiamo evitare che i futuri imprenditori sversino nel Sarno, seppelliscano immondizia o la lascino a mare. I cantieri abusivi comportano una marea di altri reati a catena e danni che nemmeno immaginate: alimentano la criminalità organizzata con l’imposizione dell’acquisto, ad esempio, del calcestruzzo lo sfruttamento della manodopera a nero, il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza, o con l’acquisto di materiale scadente che genera l’instabilità degli edifici».

Poi l’appello «la nostra legislazione prevede dei reati nani che sono in contraddizione, facciamo presto». Insomma, Fragliasso ha già chiaro un primo obiettivo sul quale lavorare appena a Torre: guerra ai furbetti del cemento abusivo e alla criminalità edilizia.

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