Tangenti per pilotare sentenze alla Tributaria di Salerno, processo breve per i giudici

Mario Memoli,  

Tangenti per pilotare sentenze alla Tributaria di Salerno, processo breve per i giudici

Presunto giro di mazzette alla commissione tributaria di Salerno, in 10 procedono con il processo breve davanti al gup Mastrangelo del Tribunale di Salerno. Ammessi al rito abbreviato Antonio D’Ambrosi, di Nocera Inferiore, l’ex deputato Teodoro Tascone di Pontecagnano, Angelo Criscuolo, di Cicciano, il giudice tributario Giuseppe De Camillis, di Fra- gneto Monforte, il giudice tributario Fernando Spanò, di Pomigliano D’Arco, Franco Spanò di Pomigliano D’Arco; Alfonso De Vivo, di Castel San Giorgio e i segretari della commissione Tributaria Giuseppe Napoli, di Salerno, e Salvatore Sammartino, di Sarno. Il prossimo 12 febbraio, il gup Mastrangelo deciderà, inoltre, per l’eventuale rinvio a giudizio di Vincenzo Castellano, di Ariano Irpino e Andrea Miranda, di San Va- lentino Torio, che hanno scelto il rito ordinario. Intendono concordare la pena, a seguire, gli imputati Cosimo Amoddio, di Battipaglia, Claudio Dusci, di Staletti, Andrea Miranda, di San Valentino Torio e Aniello Russo, di Tramonti. Intanto, il gup Mastrangelo ha disposto la nullità della richiesta di rinvio a giudizio e dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per la società Metoda Spa, perchè il procedimento risultava a carico di un amministratore poi revocato. L’accoglimento della richiesta di patteggiamento è finalizzata alla restituzione del profitto che si annuncia milionario. Quattordici dei quindici coinvolti, quando a maggio il gip Piero Indinnimeo firmò i provvedimenti, finirono in cella. Tra questi, due giudici: Fernando Spanò, presidente della IV sezione e Giuseppe De Camillis, vicepresidente della seconda sezione. I due avrebbero intascato tangenti per velocizzare l’esame del ricorso relativamente alle posi- zioni di sei aziende: la Metoda spa, Agrolatte srl, Agrolatte catering srl, Esplana spa (poi diventata srl), Facomgas e Autoshop (in liqudazione). Gli altri dieci arrestati erano imprenditori e consulenti. C’erano Giuseppe Naimoli e Salvatore Sammartino, dipendenti della segreteria della commissione tributaria regionale che – secondo le indagini veicolavano il flusso di denaro e le «corre- zioni» delle sentenze – quindi Cosimo Amoddio, Vincenzo Castellano, Angelo Criscuolo, Antonio D’Ambrosi, Alfonso De Vivo, Claudio Domenico Dusci, Andrea Miranda, Giuseppe Piscitelli, Aniello Russo, Teodoro Tascone. L’accusa per tutti è di concorso formale in corruzione di atti giudiziari. Dopo gli interrogatori uscirono tutti dal carcere. Tra gli indagati – denunciato a piede libero – anche Franco Spanò, il giovane figlio del giudice, per il quale secondo la Procura di Salerno (pm Elena Guarino) il padre avrebbe chiesto un la- voro con retribuzione «a nero» al gruppo Amoddio in cambio di un giudizio favorevole alla Autoshop per pendenze tributaria di oltre due milioni di euro. A carico delle società sono invece stati contestati illeciti amministrativi, molti dei quali andati avanti fino al 2019. A ottobre il secondo blitz “Ground zero 2” che aveva portato in manette sette persone tra giudici tributari e imprenditori delle province di Avellino e Salerno. Anche in questo caso erano emerse promesse di posti di lavoro a figli e parenti di giudici tributari da parte di imprenditori per aggiustare sentenze tributarie.

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