Ciro Formisano

Le verità del killer pentito. Fari sugli omicidi irrisolti

Ciro Formisano,  

Le verità del killer pentito. Fari sugli omicidi irrisolti

TORRE ANNUNZIATA – Ha fatto parte del clan Gionta per oltre 30 anni. Dei vicoli di Torre Annunziata conosce ogni mistero. Nell’università della camorra ha studiato da killer. E omicidio dopo omicidio si è conquistato lo scettro di sicario spietato. Una strada che porta dritta all’inferno. Da quel tunnel, però, Michele Palumbo è uscito 5 anni fa. E oggi il suo nome è in cima alla lista dei collaboratori di giustizia più importanti della criminalità organizzata vesuviana. Ha raccontato molto ai pm dell’Antimafia. Ha aiutato gli inquirenti a risolvere inchieste complesse su delitti rimasti senza colpevoli. Ma nei verbali segreti del super pentito ci sono ancora tante altre storie di sangue. Tanti altri cold case legati alla guerra di camorra combattuta all’ombra del Vesuvio. Palumbo, nei 180 giorni concessi ai collaboratori per mettere in fila tutti gli episodi criminali di cui sono a conoscenza, ha raccontato retroscena inquietanti. Spingendo il mirino degli inquirenti su una decina di delitti tutt’ora irrisolti. Omicidi, agguati e raid armati di cui sarebbe stato diretto protagonista proprio l’ex sicario dei Valentini.

Delitti per i quali «non sono state ancora emesse ordinanze di misure cautelari o avvisi di garanzia», come scritto dal gip del tribunale di Torre Annunziata in un recente provvedimento cautelare che vede al centro proprio le dichiarazioni del super pentito della camorra di Torre Annunziata. Su quei racconti ancora top-secret sono in corso indagini da parte della Direzione Distrettuale Antimafia. Obiettivo degli inquirenti: stringere il cerchio attorno a mandanti e assassini di almeno una decina di omicidi. Storie di sangue e vendette legate, a doppio filo, alla guerra di camorra che per decenni ha visto contrapposti i Gionta e i Gallo-Cavalieri, le due cosche in lotta per il monopolio degli affari illeciti nella città oplontina.

Verbali che scottano e che potrebbero far luce sugli anni più tetri della storia di Torre Annunziata. Basti pensare che lo stesso Palumbo ha confessato di aver partecipato a «decine di omicidi». Oltre a rendere dichiarazioni «etero ed autoaccusatorie riguardanti numerosi fatti di sangue». Palumbo è già stato giudicato «attendibile» nel 2016. Quando le sue dichiarazioni hanno portato alla condanna, all’ergastolo, per Umberto Onda. Palumbo però, ha parlato anche della sua partecipazione, per conto dei Gionta, alla guerra di camorra di Ercolano.

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