Elena Pontoriero

Le preghiere nell’era dei social, a Gragnano nasce il confessionale virtuale

Elena Pontoriero,  

Le preghiere nell’era dei social, a Gragnano nasce il confessionale virtuale

Il suono delle campane per richiamare i fedeli è stato, in parte, sostituito dal “bip” di un messaggio social. E’ così che evolve anche la Chiesa, cercando di comunicare anche con l’utilizzo dei mezzi più moderni.

Un’idea che ha cominciato a prendere forma e che è piaciuta ai tanti cittadini che hanno risposto al post di don Gerardo Cesarano. Rettore del santuario del Carmelo di Gragnano, il prete ha deciso di richiamare l’attenzione anche della comunità virtuale dei fedeli, con un input preciso: «Se due di voi sulla terra si accordano a domandare una qualsiasi cosa, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Pertanto, concordi su questa promessa facciamo le nostre richieste nel nome di Gesù, postando la propria preghiera».

La risposta è stata veloce e quasi 200 preghiere hanno occupato lo spazio dei commenti, al di sotto dell’annuncio social firmato da don Gerardo Cesarano. «In questo momento difficile bisogna cercare la pace e la serenità e i social possono essere un mezzo istantaneo per far giungere la Parola di Dio quotidianamente ai fedeli – spiega don Gerardo Cesarano – Gli impegni giornalieri a volte rendono difficile persino dedicare qualche minuto al Signore. Allora bisogna riconquistare quel tempo, regalando un momento di ascolto e riflessione continuo anche attraverso un mondo virtuale che, però, deve avere un seguito reale».

La possibilità di raggiungere tutti e parlare anche lo stesso linguaggio dei giovani per sostenerli nel percorso di crescita sono le basi dell’idea innovativa partita dalla parrocchia di Gragnano. In tempi moderni, dunque, anche il Santuario del Carmine ha deciso di coinvolgere e riconquistare l’attenzione dei fedeli, spesso distratti dai social, proprio utilizzando gli stessi mezzi di comunicazione.

Distrazioni che hanno diminuito radical- mente la presenza costante dei fedeli nei luoghi di culto, oltre a diminuire anche la vocazione. Pochi i giovani disposti a indossare una tonaca da prete o un velo da suora. Un problema che è tangibile, soprattutto con la scomparsa di conventi rimasti vuoti. A riempire almeno i banchi dei fedeli si tenta, adesso, anche la via del web.

La preghiera è social

Poche parole affidate ai social per raggiungere velocemente la comunità dei fedeli, soprattutto i giovanissimi. Una frase breve ma che racchiude la possibilità di una meditazione più lunga. «Credo che utilizzare i social in maniera positiva possa essere un vantaggio per tutti, pure per la Chiesa – afferma don Gerardo Cesarano – Un virtuale che diventa virtuoso, è questa l’idea di essere attivo anche sul web. Un modo per restare vicino alla comunità in qualsiasi momento. La possibilità di unirsi in preghiera con un ponte creato anche attraverso i mezzi di comunicazione moderni. Un ponte che porta direttamente all’altare, davanti al Signore». Una pioggia di preghiere hanno inondato la bacheca di don Gerardo Cesarano, fautore di un confessionale virtuale. La possibilità data a tutti di chiedere l’intervento divino, in ogni momento della giornata. «Ogni venerdì un gruppo di fedeli si riunisce in parrocchia per pregare e replicare quanto richiesto dalla comunità attraverso i social. Si prega per le famiglie, per gli ammalati, per tutte le vittime di violenza. Si prega per cercare attraverso il Signore una risposta ai nostri interrogativi». Così don Gerardo Cesarano, promotore della rinascita del Santuario del Carmine attraverso anche la riqualificazione dell’edifico religioso, degli affreschi e delle statue. Uno spolvero delle icone sacre e, adesso, anche della fede.

CRONACA