Meritocrazia Italia. «Con “Progetto Italia” Meritocrazia gettiamoe basi per la rinascita»

Redazione,  

L’attuale emergenza sanitaria ha svelato alcune debolezze inattese del nostro Paese e ne ha acuito di già note. Per altro verso, ha tuttavia consentito di far emergere risorse e virtù finora non adeguatamente valorizzate.Politica, sanità ed economia stanno subendo in tutto il mondo radicali trasformazioni, certamente non limitate alle abitudini temporanee di un periodo di contenimento. Un’analisi credibile non può ignorare l’eventualità del protrarsi della condizione di difficoltà ed impone di individuare soluzioni durature, da subito capaci di attuare i correttivi necessari a scongiurare gli effetti della crisi e l’inversione di prassi non funzionali.Con “PROGETTO ITALIA” Meritocrazia Italia intende proporre una riforma di sistema, calibrata sul contenimento delle principali criticità nei settori della produzione e delle relazioni sociali, auspicando la massima collaborazione tra i poteri pubblici e la migliore interpretazione del valore della certezza del diritto, come tempestività e valutabilità di una crescita economica attenta alla sostenibilità e alla giustizia sociale.Su tali presupposti Meritocrazia Italia propone allora e tra le tante: – che la fiscalità diventi partner della rinascita delle imprese e dei lavoratori, imponendosi un ridimensionamento della pressione fiscale ed una più equa redistribuzione dei redditi; – che la logica dei sussidi venga sostituita con quella dell’efficienza e dell’ampliamento dei servizi ai cittadini; – che il finanziamento, le dotazioni strumentali organiche e gli interventi di miglioramento di comparti strategici quali quello sanitario, della giustizia, ambientale e turistico, delle infrastrutture e della PA, risultino finalmente voci di impegno economico e strategico prioritari dello Stato; – che lo Stato (in ogni sua articolazione locale, centrale o di società partecipate), inoltri, inizi a comportarsi da debitore virtuoso, provvedendo all’immediato pagamento e saldo di tutti i crediti pendenti nei confronti dei privati, così da consentire ai cittadini, fin dall’immediato, di sopperire a diverse deficienze causate dal blocco delle attività; – che la tutela dell’occupazione e della dignità del lavoro assurga a priorità assoluta dell’agenda politica,   con azioni realmente orientate alla protezione dei posti di lavoro ed all’iniezione di liquidità nel sistema a copertura dei costi di mantenimento, superando le farraginosità di un sistema eccessivamente burocratizzato.

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