I cartomanti alla riscossa, sciacalli sulla disperazione durante l’emergenza coronavirus

Elena Pontoriero,  

I cartomanti alla riscossa, sciacalli sulla disperazione durante l’emergenza coronavirus

Disperazione, paura, malattia sono i motivi che spingono tutti, indipendentemente dalla classe sociale, a rivolgersi ai chiromanti. L’ossessione di poter avere certezze su un futuro per poter agire in tempo. Nulla di più sbagliato e facendo leva sulle problematiche dei più fragili raggiungendoli con messaggi sui social, gli sciacalli del momento promettono risposte agli interrogativi della vita. «Il ricorso alla cartomanzia è più diffuso e trasversale di quanto si possa immaginare. Ai sedicenti indovini del futuro si rivolgono tutti, da chi ha perso un lavoro a chi ricopre un posto di rilievo nella società. Si tratta di 13 milioni di persone, secondo le ultime statistiche, che sono cadute nella trappola dei chiromanti». Così Anna Sicignano, sociologa, commenta l’aumento esponenziale dell’offerta di consulenza da parte dei veggenti attraverso l’invio di messaggi a pioggia. «E’ vergognoso solo anche pensare di speculare in un momento difficile come questo. Purtroppo il covid ci ha “regalato” incertezza e solitudine, un mix che soprattutto al Sud Italia ci fa cadere, per una popolazione maggiormente suscettibile e anche molto scaramantica aggiungerei – spiega l’esperta sociologa Sicignano – Si va a caccia di pozioni magiche in un periodo angosciante. Capisco chi sta vivendo un doppio dramma, magari per una grande delusione d’amore, la perdita del lavoro o una grave malattia, ma questo non significa cancellare il proprio “io” mettendosi nelle mani di persone inaffidabili. Ci sono centri di ascolto attivi su tutto il territorio nazionale, anche se talvolta poco pubblicizzati. Nessuno può prevedere il futuro attraverso le carte, tantomeno con filtri o rituali». Una trappola che, talvolta, è tesa anche da professionisti, ovvero psicologi improvvisati cartomanti che attirano le vittime sbandierando una laurea. «Conquistare la fiducia di chi chiede una consulenza è la prima regola per i veggenti. Bravi ad ascoltare, ma facendo pressione sui sentimenti riescono a instaurare un rapporto di continuità con chi è dall’altra parte della cornetta – continua la professionista Anna Sicignano – A quel punto si entra in una dimensione parallela, si pende dalle labbra dei sedicenti indovini che, oltretutto, diventano detentori di verità per chi ne ha richiesto consigli. A rischio ci sono gli adulti, mentre gli adolescenti sono salvi perché ancora non messi alla prova con grandi problemi e meno bisognosi di doverli risolvere», conclude la sociologa Anna Sicignano.

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