L’uomo è un virus?

Nino Daniele,  

L’uomo è un virus?

Nino Daniele*

Ricorrentemente circolano su internet ipotesi di una nascita in laboratorio del Covid 19.Il momento più alto di questo fenomeno ha fatto seguito alla diffusone di un vecchio servizio Rai in cui si parlava di esperimenti condotti in un laboratorio di Wuhan, città della Cina divenuta poi effettivamente l’epicentro dell’attuale pandemia. La riproposizione e la diffusione del  servizio hanno avuto una enorme ripercussione sui social network. Un esponente di primo piano della politica italiana come Salvini ha rilanciato il servizio con un  post attribuendogli credibilità. Alla sua iniziativa faceva seguito poi la Lega, principale formazione politica nel nostro Paese che, addirittura, presentava  un’interrogazione parlamentare.

Traducendo in un atto istituzionale, nel luogo più rappresentativo della democrazia della Nazione, una tesi ancora tutta da verificare. Tutto questo si veniva manifestando nonostante l’insieme del mondo scientifico, a cominciare dai più autorevoli studiosi e scienziati italo-americani, si prodigasse in tutti i modi per diradare la pericolosa confusione, non si sa quanto artatamente alimentata. E non fu facile smentire la convinzione ormai così massicciamente circolante in tutti i social network.

Leggendo i commenti in rete chiunque ne poteva desumere che la matrice del contagio in ragioni oscure ed inconfessabili continuava a vantare schiere di accaniti sostenitori. Intendiamoci. La ricerca di armi di distruzione di massa di natura chimico-biologica è pericolosamente e drammaticamente in atto.L’eventualità di un incidente è nell’ordine delle cose possibili, da temere fortemente e contro cui mobilitarsi. E’ un assillo che dovrebbe pungolarci  in ogni attimo.

Quello che è interessante approfondire e provare a spiegarsi è il perché la effettiva causa di tutta questa enorme sofferenza che attraversa il mondo intero non viene considerata come “impressionante” al pari delle ipotesi, diciamo, “complottiste”.In queste ore sono parti rilevanti dei media americani a rilanciare l’ipotesi dell’incidente in laboratorio.Traducendo in domande giornalistiche un imput del Presidente Trump. Dopo la decisione dello stesso di mettere sotto accusa l’OMS. Eppure, ribadiamolo, tutti i ceppi del covid 19 isolati in ogni parte del mondo escludono la natura manipolata del virus, che non avrebbe potuto non lasciar traccia sulla sequenza genetica. Di recente il professor Crisanti, uno dei più attivi, critici, ed efficaci scienziati impegnati nella lotta al Virus nonché uno dei più prestigiosi studiosi internazionali di ingegneria genetica ha voluto escludere con fermezza l’eventualità della natura manipolata del Virus. 

Perché, allora, la causa vera, quella che viene ritenuta tale dalla comunità scientifica mondiale, non ci appassiona allo stesso modo? Sara’difficile il termine: Spillover? Il salto, cioè, da una specie animale all’uomo. Perché continua ad essere così comune sentire le persone considerarla una ipotesi fantasiosa tirata fuori per nascondere una più terribile verità? Perché’ci si rifiuta di considerare come causa scatenante della Pandemia la fenomenologia della Zoonosi? Perché i sospettosi e gli increduli, ampiamente diffusi in tutte le categorie della popolazione: colti e semplici, lo considerano un maldestro e ridicolo tentativo quello di scaricare sui pipistrelli e sulle orride abitudini alimentari di orientali ancora selvatici e non inciviliti le cause della disgrazia? Perché tanti valutano l’idea stessa come un segno di volerci trattare tutti come degli sprovveduti a cui nascondere più compromettenti verità? Come accontentarsi di una ragione talmente semplicistica? Nessun nemico straniero all’opera? Nessun untore minaccia il nostro sistema di vita la nostra civiltà e i nostri valori? Nessun appestato tra gli “scarti del mondo che, nel suo nomadismo ci ha trasmesso la sua “arretratezza”? Perché la zoonosi che è la più “terribile” delle cause, più responsabilizzante per ciascuno di noi e che più di ogni altra dovrebbe interrogarci e turbarci quale indice di un rischio globale sulla soglia dell’irreversibilità, fa così fatica a diventare il centro del dibattito?Perché tutti noi che dichiariamo solennemente di aver appreso la lezione e affermiamo che ripartire non può che essere affrontare un viaggio verso un nuovo mondo prendiamo coscienza con difficoltà del fatto che  le vecchie mappe ci hanno condannato al naufragio?La zoonosi ci mette sul banco degli accusati. Non sono certo gli animali responsabili. In essi non alberga l’intenzionalità. Non sono venuti certo a cercarci. Non c’è molto pathos in questa narrazione, forse. Non c’è nessun “estraneo”.

La respingiamo infastiditi solo perché non vogliamo raccontarla per intero la storia. Andare all’origine. Alle radici. Perché non si vuole vedere o si vuol fare in modo che non si veda l’intera catena delle cause. Qual è il primo anello di quella catena? Chi troviamo lì al principio della storia?Siamo noi: l’uomo, l’untore da cui tutto prende inizio.Siamo noi la causa scatenante del Virus. Siamo noi ad aver devastato l’ecosistema in ragione dei nostri stili di vita, di consumo,di appropriazione indiscriminata e selvaggia di risorse naturali non riproducibili. Siamo noi ad aver travolto tutte le nicchie ecologiche che distanziano le specie viventi  rendendo facile e ravvicinato il” salto”. Siamo noi, qualunque fosse il sistema sociale ed il regime politico, ad aver praticato la più catastrofica  distruzione di biodiversità ed ogni giorno decine di specie e di creature, frutto di ere di lavoro e di bellezza dell’Universo, chiudono gli occhi e non vedranno più in eterno,con il loro unico e particolare sguardo, il mondo. Occidente incluso, in cui una particolare ideologia, dai tratti inequivocabilmente fondamentalisti talché si usa definirla pensiero unico, fattosi ragione dominante ed escludente ha depresso il sistema immunitario finalizzato alla tutela della democrazia. Siamo noi questo stupido virus. Siamo noi che stiamo uccidendo l’organismo vivente che ci ospita e di cui dovremmo prenderci cura come di noi stessi. L’uomo: una volta genio e follia ed ora follia e stupidità. Tutti agogniamo una cura ed un vaccino. Ma non basterà a salvare la vita. Se tutto riprenderà come prima, come se nulla fosse stato. L’antidoto è in noi stessi ed è lì che dobbiamo cercarlo.

Chi siamo noi?M’interno a sentir me dentro me stesso, direbbe Giambattista Vico. In questa con-vocazione potremo ascoltare la risposta e il nome.Ha un nome antico si chiama libertà.Ha un nome antico si chiama eguaglianza.Ha un nome antico si chiama fraternità.Ha un nome antico si chiama ricerca della felicità.Andrà tutto bene se andrà bene per tutti.

(*Ex sindaco di Ercolano, ed ex assessore alla Cultura del Comune di Napoli)

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