L’idea di un gemellaggio Sorrento-Bergamo: le città unite da Torquato Tasso insieme contro il Covid

Salvatore Dare,  

L’idea di un gemellaggio Sorrento-Bergamo: le città unite da Torquato Tasso insieme contro il Covid

Sorrento e Bergamo insieme, contro il Covid. Due realtà assolutamente diverse, lontane quasi 1.000 chilometri. Ma vicine, molto. Tanto che potrebbero diventare le protagoniste di un gemellaggio da suggellare nel segno di Torquato Tasso, l’autore della Gerusalemme Liberata nato a Sorrento e la cui famiglia era originaria proprio di Bergamo. Affiora anche una coincidenza: la possibilità viene ventilata proprio oggi, alla vigilia dell’anniversario della morte del Tasso che ricade nel giorno della Liberazione, il 25 aprile. La nobile idea è dell’avvocato Gaetano Milano. Gli è venuta fuori nel cuore della notte, passata l’una. E l’ha voluta condividere subito con amici e fedelissimi inviando messaggi e invadendo le chat dei propri collaboratori: «Dai! Attiviamoci quanto prima». Un autentico sussulto partorito dopo un’intensa giornata di lavoro passata a coordinare il banco alimentare del teatro comunale Sant’Antonino che dona ogni giorno quasi 300 pacchi spesa alle famiglie di Sorrento che soffrono l’emergenza economica legata al coronavirus. «Il gemellaggio Sorrento-Bergamo sarà la prima cosa che vorrei fare quando finirà l’epidemia» dice con un soffio di speranza Milano, da qualche anno apprezzato mministratore delegato della Fondazione Sorrento presieduta dall’armatore Gianluigi Aponte, già patron della compagnia marittima Msc. E’ un progetto morbido, nel pensiero e nei modi, che richiama pure – senza farne esplicito riferimento – la polemica scoppiata in questi giorni per le dichiarazioni choc fatte in tv da Vittorio Feltri. Il patto Sud-Nord, tra Sorrento e Bergamo, «si dovrà fare», a detta di Milano, pure per firmare un segnale distensivo, di pace e collaborazione. E’ un altro tassello verso la costruzione di un rapporto coeso, di sentimento. Che d’altronde è già stato oliato di recente complice la spedizione solidale di qualche settimana fa quando con container della propria compagnia, Aponte – sollecitato da Milano e anche dallo chef stellato Giuseppe Aversa – fece arrivare a Bergamo i mezzi necessari per allestire un ospedale da campo. «Un gesto sincero, che va nel solco della rapporto intessuto a distanza tra noi e Bergamo» spiega Milano che adesso è più determinato di prima a elaborare un rilancio sentimentale. Quello proprio di un gemellaggio da stringere nel nome del Tasso. «Fu un caso della vita che Tasso vide i suoi natali a Sorrento dove viveva una familiare di suo padre Bernardo – evidenzia l’avvocato – C’è un filo storico-culturale che ci unisce con presenze storiche tangibili in entrambe le città. I sorrentini negli anni hanno fatto dell’accoglienza le loro peculiarità e ricchezza, ovvero un modello relazionale unico dove l’interlocutore, qualunque fosse la provenienza, si sentisse al centro del mondo. E anche quando ci spostiamo ci portiamo dentro questo “valore” che è parte del nostro Dna. Mi piacerebbe, quindi, ricominciare il cammino, approfittando del vincolo storico che ci accomuna. Lo faremmo con la città che porta le ferite più profonde di questo “terremoto”. Vogliamo segnare la fine dell’incubo e nel contempo riaffermare la forza del nostro territorio e della nostra comunità che non conosce barriere, non conosce confini, non conosce le declinazioni geografiche che oggi trovano spazio sull’onda di una contrapposizione alimentata ad arte in un momento dove tutto è più complicato e le nostre paure prendono il sopravvento. Avremo pure il piacere di conoscere Umberto, nostro corregionale che lì conduce un ristorante, con la moglie Monia e abbracciare Enzo e Giovanni Perrino, come me e tanti altri originari del Rione Atigliana, emigrati tanti anni fa e tutti e tre in prima linea a combattere contro il male oscuro, nel loro territorio di adozione, portando aiuto e forza ai bergamaschi in difficoltà, da veri sorrentini e campani. Ci rappresentano, rappresentano il nostro modo di essere anche in un momento tremendo». Milano ha già preso contatti con alcuni amici che risiedono a Bergamo. Ci sono anche volontari della Croce Rossa. Magari, a fine pandemia, nel cuore dell’estate, si potrà organizzare una solenne cerimonia. «Significherebbe – conclude Milano – che abbiamo sconfitto il Covid».

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