Tutto pronto per la riapertura, allerta nelle grandi città. Aumentano i controlli in strade e stazioni

Redazione,  

Tutto pronto per la riapertura, allerta nelle grandi città. Aumentano i controlli in strade e stazioni

Maglie allentate, ma occhi spalancati. L’Italia è pronta ad uscire dalla quarantena con i fari puntati su trasporti, stazioni e aeroporti ma anche parchi , spiagge e tradizionali luoghi di ritrovo. In un momento in cui torneranno a circolare milioni di persone il rischio da scongiurare è un testacoda che in poco tempo porti la ripartenza della fase 2 al ritorno al lockdown. Tra le preoccupazioni principali in vista della data di ‘unlock’ del 4 maggio, ci sono gli affollamenti nonostante il contingentamenti previsti – oltre agli spostamenti anche extraregionali, questi ultimi ammessi solo in caso di specifiche necessità. In tutto il Paese, l’indicazione emersa nel corso della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica è di monitorare le potenziali situazioni di assembramenti davanti a snodi, parchi, piazze e luoghi frequentati. Guardare ai grandi numeri, dunque, piuttosto che concentrarsi sulle verifiche ai singoli, purché questi ultimi si muovano rispettando le regole. A vigilare sull’annunciato esodo dal Nord Italia verso le regioni meridionali, ci sono in particolare i prefetti delle città con maggiore diffusione del contagio del Covid.

Tra questi il prefetto di Milano, che ha predisposto un piano mettendo in campo “ingenti risorse”, con la prosecuzione di “posti di blocco” lungo le strade e “controlli in serie per l’accesso ai treni di lunga percorrenza”. Da questo punto di vista anche le aziende fanno la loro parte: Trenord sta testando una app “che permette di monitorare in tempo reale il livello di affollamento dei treni” per evitare che in banchina ci siano più persone rispetto a quelle che possono di fatto salire sul treno.

A Roma – crocevia degli spostamenti del Paese, ma anche pronta a ripopolare in parte il centro storico con il ritorno di tanti pendolari dalla periferia – saranno attenzionate stazioni ferroviarie, aeroporti, caselli autostradali, ma anche i capolinea di bus, principali stazioni metro, aree verdi e tradizionali luoghi di ritrovo. Nella Capitale la Sindaca Raggi da lunedì ha previsto anche una graduale apertura dei parchi, prime fra tutte le ville storiche come Villa Borghese e Villa Phamphilj che saranno sorvegliate speciale, come altri spazi verdi periferici, anche dai droni. A Torino – che superando Brescia sui casi di contagio è la seconda città italiana per numero di positivi – 80mila metalmeccanici sono pronti al rientro. Nel capoluogo piemontese riaprono i parchi, è ancora sospesa la Ztl centrale e viene incentivata la mobilità dolce e sostenibile, con i controviali a 20 km/h per incentivare l’uso della bici.

A Napoli una task force del Comando Provinciale dei carabinieri ha già avviato una serie di controlli alle aziende aperte per verificare l’uso dei dispositivi di protezione individuale e il rispetto delle distanze di sicurezza. Le aziende sono monitorate anche sull’eventuale impiego di lavoratori in nero senza tutela sanitaria, potenziali veicoli di epidemia e contagio. In tutta la Campania si prevede dal 4 maggio una nuova ondata di arrivi di studenti e lavoratori dal Nord per il ritorno alle proprie famiglie. A Palermo, nonostante il via libera anche alla vendita di cibo d’asporto e alla riapertura di parchi e aree verdi nel rispetto delle distanze e con accessi contingentati, si annunciano ancora controlli stringenti. Sui mezzi pubblici sarà obbligatorio l’uso della mascherina e la distanza di sicurezza. A bordo di bus e tram ci sarà un addetto che avrà il compito di far rispettare le disposizioni.

Il lavoro intenso delle Prefetture riguarda anche le verifiche su 184.788 comunicazioni presentate da aziende per poter proseguire già in queste settimane la propria attività, con 4.874 provvedimenti di sospensione adottati (2,6%). Per il 4 maggio il Paese sembra pronto e da subito affronterà un test importante, mettendo alla prova la capacità di autodisciplina degli italiani: l’elemento che – spiegano in tanti – farà la differenza.

CRONACA