Elena Pontoriero

Agerola, le messe ai tempi del Covid: «Turnazione e ingressi in chiesa in ordine alfabetico»

Elena Pontoriero,  

Agerola, le messe ai tempi del Covid: «Turnazione e ingressi in chiesa in ordine alfabetico»

I fedeli tornano in chiesa, ma non tutti potranno varcare il portale. Se il governo Conte ha riaperto le porte delle parrocchie, lo ha fatto soltanto stabilendo fermi criteri per la partecipazione in presenza delle liturgie.

Una data che, adesso, preoccupa i sacerdoti per una organizzazione che dovrà essere affrontata in tempi brevi. «Credevamo di ripartire a giugno, avevamo perso le speranze di poter celebrare le messe in presenza dei fedeli. Per questo siamo impreparati. Bisogna pensare come agire, in poco tempo e concretamente. Qui a Campora sicuramente ci adegueremo anche a questo cambiamento, con l’aiuto del Signore». Così don Giuseppe Milo, parroco della chiesa di San Martino Vescovo ad Agerola. Oltre alla divisione degli spazi e alla gestione dei diversi momenti dei riti religiosi, si fanno avanti le prime ipotesi per far sì che nessun fedele venga rispedito a casa per la mancanza di posti. «E’ possibile aumentare il numero di messe, attualmente stabilito in 3 celebrazioni quotidiane – spiega la tonaca di Campora – Per un numero maggiore di liturgie, però, è necessario l’autorizzazione da parte del vescovo. Credo che in questo momento storico, tanto triste e difficile, non sia un ostacolo poter program- mare più messe. La speranza è davvero riportare i fedeli in chiesa, anche se credo che re- sta ancora una grande paura e, parliamo chiaro, a affollare le parrocchie sono soprattutto gli anziani, maggiormente a rischio di contagio da Covid. Restando ottimisti, comunque, tra le ipotesi da mettere in campo c’è anche la possibilità di contingentare l’ingresso dei fedeli nella parrocchia di Campora, immaginando una turnazione che parta dal sabato, con l’ingresso in chiesa in ordine alfabetico». Insomma, anche i parroci fanno i conti con i dispositivi di sicurezza e la distanza sociale che ha obbligato tutti a modificare le abitudini. Nella chiesa di San Martino Vescovo di Campora i posti saranno ridotti da 90 a 30, almeno secondo la prima stima effettuata da don Giuseppe Milo. Si va veloci anche per la sanificazione dei luoghi sacri che avverrà con le dovute precauzioni, in tutela di tele antiche, statue e affreschi che sono nelle chiese. «Tutti i fedeli dovranno indossare mascherine e guanti. Niente segno della pace e le particole (ostie ai fedeli) verranno poste nelle mani dei fedeli. Ma prima di questo – rammenta don Giuseppe Milo – il sacerdote avrà dovuto indossare anch’egli i dispositivi per procedere al momento dell’Eucarestia. Non sarà semplice, ma siamo pronti a riaccogliere i cittadini che hanno necessità di riavvicinarsi fisicamente alle chiese. Basta con le messe virtuali».

A breve, quindi, si spegneranno i monitor per riaccendere i ceri nelle chiese rimaste oscurate dalla pandemia. «Abbiamo cercato in tutti i modi di raggiungere tutti i fedeli, soprattutto i più anziani che non erano avvezzi ai social. Tant’è che intorno alla parrocchia di Campora sono state installate 15 casse acustiche. Rispetto alla partecipazione decideremo se lasciare la sola messa domenicale in streaming, per raggiungere anche tanti agerolesi migrati in altri Paesi», conclude don Giuseppe Milo.

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