Astras, la app che batte il virus: cure e assistenza per i bimbi disabili

Andrea Ripa,  

Astras, la app che batte il virus: cure e assistenza per i bimbi disabili

Ottaviano. Si chiama “Astras” e permetterà a centinaia di bambini affetti da disturbi specifici nell’apprendimento di continuare a effettuare le terapie da casa. Senza raggiungere i centri di appartenenza. Nasce all’ombra del Vesuvio la prima applicazione che permetterà a tantissimi bambini di poter continuare nel ciclo di lezioni-trattamento per combattere i disturbi come dislessia, iperattivismo, disortografia, disgrafia e discalculia. La nascita di Astras, realizzata nel Neapolisanit di Ottaviano, ha l’obiettivo di ridurre le distanze e annientare le barriere legate a un mondo che, complice la nascita di questo virus, sta cambiando con il passare dei giorni.

A realizzarla un team di ricerca tutto napoletano. Il gruppo di lavoro è coordinato da Angelo Rega, con la collaborazione di Raffaele Nappo (ricercatore in neuroscienze e psicologo) e di Michele Iorio (informatico). «Astras nasce in questa fase, ma le sue potenzialità non sono solo legate solo all’emergenza Covid-19 – spiega Rega – Crediamo, invece, che potrà dimostrarsi un importante alleato della terapia e garantire la continuità del trattamento anche oltre il trattamento svolto presso il centro, garantendo la continuità anche nelle situazioni in cui risulterà impossibile raggiungere la struttura clinica».

Astras viene intesa come un gioco dai bambini, attraverso cui vengono svolti numerosi esercizi per la cura dei disturbi dell’apprendimento. Le informazioni vengono poi analizzate dagli esperti del centro di Ottaviano per le terapie successive. «Questo software ha due grandi anime: un’anima che è quella relativa al terapista, che può entrare all’interno della app e assegnare a ogni bambino i compiti che deve fare a casa. E un’altra anima che è relativa a quello che il bambino deve svolgere a casa con il supporto sia del teleriabilitatore a distanza e la presenza del genitore che è presente con lui».

Il Neapolisanit sta fornendo gratuitamente l’app ai suoi pazienti, aprendo anche la sperimentazione a tutte le strutture interessate. Sono oltre 60 i bambini che stanno già usando la nuova terapia Astras. Sia il processo di valutazione che l’intervento avvengono all’interno di un contesto di gioco, favorendo così un maggior coinvolgimento del bambino, una migliore alleanza col terapista e una maggiore aderenza alla terapia. Astras si compone di due moduli: uno per la valutazione cognitiva, l’altro per la riabilitazione. Il primo fornisce informazioni sulle capacità di memoria, attenzione e pianificazione, l’altro si basa invece su diverse prove, finalizzate alla riabilitazione del bambino, con quattro livelli a complessità crescente.

L’innovazione più interessante dell’app è costituita dalla presenza di un sistema di intelligenza artificiale (un tutor artificiale), capace di aiutare il bambino negli esercizi e di guidarlo a piccoli passi in caso di difficoltà nell’esecuzione del compito. Il terapista supervisiona il processo attraverso un’interfaccia specifica, decidendo il tipo di esercizio che il bambino deve svolgere, il numero, la complessità e il tipo di aiuti da erogare. Durante il trattamento, inoltre, può consultare i punteggi conseguiti in ogni esercizio.

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